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ABBAZIA DI SAN GALGANO

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ABBAZIA DI SAN GALGANO

COLONNE E ASIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO La particolarita' dell' Abbazia di San Galgano sta nel fatto che la chiesa non ha tetto: anzi si puo' dire che per tetto abbia il cielo. Bisogna anche aggiungere che proprio la mancanza del tetto da' a questa costruzione religiosa una fascino veramente particolare, unico, che ne fanno uno dei piu' suggestivi monumenti religiosi non solo della Toscana ma del mondo intero di cui solo visitandolo ci se ne puo' rendere conto. Nell'interno la chiesa e' a croce latina a tre navate, e' lunga 71 m. e larga 21, suddivisa da 16 pilastri cruciformi, con il transetto a tre navate, l'abside e' di forma quadrata con un grande rosone formato da sei monofore di grande suggestione, i capitelli sono piu' di un centinaio, di forme diverse e riproducono motivi ornamentali di gusto romanico. Gli altri edifici accanto all'abbazia sono il chiostro, o meglio quel poco che ne rimane, ma che basta a farsi un'idea di come dovesse essere magnifico, la sala capitolare, che era la sala di riunione della comunita', e che ha al centro due tozze colonne che sorreggono sei volte a crociera, e lo Scriptorium, il luogo destinato ai lavori intellettuali, che conta molto finestre ed e' molto ampio e diviso in due navate da cinque pilastri cruciformi.

Vicino all'abbazia si trova l' Eremo di Montesiepi che racchiude la spada nella roccia : la spada che San Galgano infisse in una roccia quando lascio' la sua vita dissoluta di signore e guerriero per farsi eremita. La particolarita' maggiore di questa costruzione e' la Rotonda di San Galgano caratterizzata dalla forma circolare con base in pietra fino a 4 metri e poi con la pietra che si alterna a file di mattoni creando una vivace alternanza; la parte superiore, del 1300 circa, e' in cotto mentre la cappella del lato nord fu iniziata nel 1340 cosi' come il campaniletto in cotto: l'insieme costituisce una struttura veramente particolare.

Per gli amanti del Trekking proponiamo di raggiungere l'Abbazia di San Galgano tramite un percorso di circa 6,500 chilometri, che richiede circa 2 h. e 30 minuti di cammino, con partenza dal km. 36 della Strada Statale 73 (Senese Aretina).


Tutti i Marchi eventualmente citati in questo percorso sono di proprieta' esclusiva dei loro rispettivi proprietari e sono citati a meri fini illustrativi.

Questo manuale non vuol essere una guida esaustiva al percorso ed alle localita' indicate, noi abbiamo messo la massima cura nella sua redazione, ma cio' che descriviamo puo' contenere errori di ogni tipo e nessuno puo' attribuire responsabilita' di alcun tipo agli estensori di queste pagine.

Noi abbiamo pensato questa guida come un supporto culturale e organizzativo per il tempo libero di tutti: Dal portatore di handicap all'amante del percorso difficile ed estremo; pertanto il percorso segnalato e' meramente divulgativo; agli autori, ai redattori, ai webmaster dei siti comunque collegati a WALKINGITALY non puo' essere attribuita alcuna responsabilita'.

Maggiori informazioni per i pernottamenti e per i ristoranti possono essere chieste alla redazione del sito o contattando direttamente le strutture locali che si interessano di turismo e ricezione.


Indice del percorso

1

Dati identificativi del percorso  

2

La partenza

3

Il percorso  

4

Tabelle altitudini e tempi di percorrenza

5

Carta del percorso  

6

Annotazioni storiche

7

Calendario eventi storici  

8

Leggende

9

Localita' importanti nel percorso  

10

Flora del percorso

11

Fauna del percorso  

12

Geologia del percorso

13

Attrezzatura consigliata  

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Abbigliamento suggerito

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San Galgano dal Dizionario Corografico della Toscana del Repetti  

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Ristoranti in zona

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Alberghi in zona  

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Immagine: VEDUTA PANORAMICA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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Immagine: SAN GALGANO TRA I GIRASOLI  

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Immagine: ABBAZIA DI SAN GALGANO

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Immagine: LA SPADA NELLA ROCCIA  

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Immagine: NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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Immagine: EREMO DI MONTESIEPI  

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Immagine: ABSIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

25

Immagine: FACCIATA DELL'EREMO DI MONTESIEPI  

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Immagine: SPADA NELLA ROCCIA ALL'EREMO DI MONTESIEPI

27

Immagine: VOLTA DELL'EREMO DI MONTESIEPI  

28

Immagine: ALTRA IMMAGINE DELLA VOLTA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

29

Immagine: MANI DEI LADRONI NELL'EREMO DI MONTESIEPI  

30

Immagine: CUPOLA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

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Immagine: EREMO DI MONTESIEPI  

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Immagine: FACCIATA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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Immagine: I RUDERI DEL CHIOSTRO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO  

34

Immagine: LATO DESTRO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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Immagine: INGRESSO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO  

36

Immagine: ABBAZIA DI SAN GALGANO

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Immagine: ALTRA IMMAGINE DELLA FACCIATA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO  

38

Immagine: INTERNO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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Immagine: ROSONE DELL'ABBAZIA DI SAN GALAGANO  

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Immagine: ASIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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Immagine: COLONNE E ASIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO  

42

Immagine: UN LATO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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Immagine: NAVATA DESTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO  

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Immagine: NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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Immagine: ALTRA IMMAGINE DELL NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO      


Dati identificativi del percorso

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Tipo di percorso

Tipo di percorso lineare

Classe del percorso

PANORAMA - AMBIENTE Importante
STORIA Eccezionale
ARTE Eccezionale
CURIOSITA' LEGGENDE Leggende e curiosita' scritte

Difficolta' del percorso

Moderato

Normalmente oltre 10 chilometri. Presenta una scarsa manutenzione, ostacoli, fossi, cigli di strade, ecc e richiede qualche attenzione ma poca esperienza. Sono necessari abiti adatti a rovi o fronde arboree e scarpe adatte per il trekking.

Localita' di partenza

KM. 36 DELLA STRADA STATALE 73 (SENESE ARETINA)(CHIUSDINO/SI/TOSCANA)

Lunghezza del percorso

6.500(Andata: 6.500)

Percorso per mountain Bike

S

La partenza

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SAN GALGANO TRA I GIRASOLI L' Abbazia di San Galgano e l'eremo di Montesiepi sorgono nella valle del fiume Merse, tra i paesi di Chiusdino e Monticiano, in provincia di Siena: per raggiungerli e' necessario percorrere l'autostrada del Sole (A1) fino all'uscita Certosa, quindi la superstrada Firenze-Siena fino all'uscita di Colle Val d'Elsa nord e quindi seguire le indicazioni per Follonica. Lasciata Colle Val d'Elsa dopo alcuni km. incontriamo sulla destra un bar alimentari trattoria che si chiama "La Speranza" e che prende il nome dal luogo chiamato appunto La Speranza: qui e' d'obbligo fare una sosta e consumare la colazione oppure il pranzo perché e' un locale veramente unico (ci sono sempre macchine parcheggiate davanti!) dove si consumano cibi della massima genuinita', di mille specie, in mille forme con uno spettacolo per la vista e l'odorato, ma fra tutti io consiglio di assaggiare la porchetta perché come si ritrova qui non si trova da altre parti. La strada che percorriamo e' caratteristica perché alterna lunghi rettilinei a brevi curve con traffico molto scarso: ad un certo punto giungiamo ad un bivio contrassegnato da un cippo, la colonna di Montarrenti, e qui dobbiamo svoltare a destra, passare il borgo di Frosini e seguire le indicazioni per San Galgano, che a questo punto compaiono lungo la strada. Quando arriviamo nei pressi dell'abbazia lo spettacolo ci lascia veramente stupefatti perché dinanzi ai nostri occhi,in una zona verde e bellissima, ci appare una meravigliosa chiesa cistercense senza tetto!! si perché la caratteristica particolare di San Galgano sta proprio nell'abbazia che non ha tetto

Il percorso

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Percorso Trekking

L’itinerario ha inizio dal km. 36 della SS. Senese Aretina (strada statale n. 73) , nel tratto compreso fra Monticano e Roccastrada: qui s’imbocca la deviazione per Luriano . Dopo circa 100 metri, in corrispondenza di due querce che funzionano da spartivia, si nota, sulla destra, uno stradello che giunge a due costruzioni ( Osteria delle Macchie , 433 m. s.l.m.). Si tratta di un’antica strada in cui affiora, qua e la', nel primo tratto, l’originaria imbrecciatura. Si scende dolcemente e da un ingresso in rete metallica si entra in un ampio campo, uscendone dal lato opposto, dopo aver superato un analogo sbarramento. Al bivio successivo, con due querce, di cui una dipinta di bianco, si prende a destra. Si passa il Fosso Laccera , affluente di destra del torrente Seggi (e cosi' sara' numerose volte ancora).

Al successivo bivio mantenere la destra, passando ancora il Fosso Laccera che, poco dopo, costeggeremo per un buon tratto. Si supera una radura. Ancora un bivio: si prosegue a destra, costeggiando, sulla sinistra, un vecchio cancello in legno; dopo 10 metri si perviene ad un lungo campo (detto del Bargellini ): il sentiero prosegue a destra, piuttosto infrascato, ma con pista evidente. Si giunge ad uno stradello, si prende a destra ed in breve si costeggia a sinistra un grande stagno: vera delizia per gli osservatori d’uccelli, dato che e' ricchissimo di avifauna acquatica.

Si arriva al podere dirupo di Felcetone (308 m. s.l.m.); si passano, richiudendoli, due sbarramenti in rete metallica e, poco dopo, siamo al Podere S. Giovanni ; quindi si raggiunge il successivo Podere Campora (298 m. s.l.m.). Davanti a noi si ha la vista della grande Abbazia di S. Galgano, che emerge grandiosa dalla verde vallata del fiume Merse.

Lasciato a sinistra il casolare di Campora, si prosegue sullo stradello fino ad un cancello in rete metallica, che immette a sinistra in un campo; si bordeggia questo campo tenendosi sulla destra e s’esce dopo pochi metri da un analogo sbarramento Si gira a sinistra; all’altro angolo della recinzione si gira ancora a sinistra e subito dopo si riscende la scarpata a destra, in un sottostante campo. Lo si percorre trasversalmente tenendosi sulla destra e giungendo al guado del fiume Merse (difficolta' solo in caso di piena). Si guada il fiume e sulla riva sinistra, in via di forte erosione, si supera agevolmente la vegetazione della riva, costituita essenzialmente da alberi di noccioli; si entra in un campo. Si prende a sinistra bordeggiando la base della collina. Si ritrova uno stradello che, dopo una ripida salita ed un tratto in quota, ci conduce ad un bivio in prossimita' di un laghetto; si prende a destra, si passa un casolare e, dopo una breve salitella, siamo davanti alla facciata dell’antica Abbazia di S. Galgano .

L'itinerario richiede circa 2 h. e 30 minuti di cammino, per una lunghezza di circa 6,5 chilometri ed un dislivello di 144 metri

VEDUTA PANORAMICA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO Abbazia di San Galgano

Nel centro dell'Abbazia si trovava il chiostro, delimitato a nord dalla chiesa, a est dai dormitori e dall'aula capitolare, a sud dal refettorio e dalla cucina e a occidente da altri fabbricati come portineria e foresteria: tutto il complesso era basato su uno stile di transizione tra il romanico e quello ogivale tipico dei monaci cistercensi modificato e ingentilito dal tipico gusto dell'arte senese. La facciata della chiesa aveva tre porte e quattro colonne a reggere il portico e un architrave, ben conservato, con un fregio in rilievo mentre gli archi delle porte sono rotondi. Nell'interno la chiesa e' a croce latina a tre navate, e' lunga 71 m. e larga 21, suddivisa da16 pilastri cruciformi, con il transetto a tre navate, l'abside e' di forma quadrata con un grande rosone formato da sei monofore di grande suggestione, i capitelli sono piu' di un centinaio, di forme diverse e riproducono motivi ornamentali di gusto romanico (interessante e' il primo a sinistra perché mostra scolpito il volto di Ugolino di Maffeo, maestro capo degli intagliatori di pietra). Le volte della chiesa erano ogivali e quadripartite, ma, purtroppo, il tempo e la negligenza dell'abate commendatario Girolamo Vitelli, che vendette il piombo di copertura, ne causarono la completa rovina; ad accelerare la caduta del tetto concorse anche il crollo del campanile che sorgeva sul lato sinistro del transetto: era alto 36 m. e rovino' completamente il 6 gennaio 1786, trasformando cosi' la splendida abbazia, peraltro gia' in rovina, in una cava di pietre e colonnine per i paesi e le fattorie dei dintorni. ABSIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO Bisogna pero' aggiungere che proprio la mancanza del tetto da' a questa costruzione religiosa una fascino veramente particolare, unico, che ne fanno uno dei piu' suggestivi monumenti religiosi non solo della Toscana ma del mondo intero di cui solo visitandolo ci se ne puo' rendere conto: gli altri edifici accanto all'abbazia sono il chiostro, o meglio quel poco che ne rimane, ma che basta a farsi un'idea di come dovesse essere magnifico, la sala capitolare, che era la sala di riunione della comunita', e che ha al centro due tozze colonne che sorreggono sei volte a crociera, e lo Scriptorium, il luogo destinato ai lavori intellettuali, che conta molto finestre ed e' molto ampio e diviso in due navate da cinque pilastri cruciformi. I locali annessi all'abbazia ospitano gia' da alcuni anni alcuni ragazzi della "Comunita' Incontro" di Don Pierino Gelmini che si interessa del reinserimento nella societa' di ex tossicodipendenti e sono loro che tengono in ordine tutta la zona di San Galgano.

Eremo di Montesiepi - Poco distante dall'Abbazia di San Galgano si trova l'Eremo di Montesiepi, che si puo' raggiungere comodamente a piedi. La particolarita' maggiore di questa costruzione e' la "Rotonda di San Galgano" caratterizzata dalla forma circolare con base in pietra fino a 4 metri e poi con la pietra che si alterna a file di mattoni creando una vivace alternanza; la parte superiore, del 1300 circa, e' in cotto mentre la cappella del lato nord fu iniziata nel 1340 cosi' come il campaniletto in cotto: l'insieme costituisce una struttura veramente particolare. All'interno la cupola e' costruita con l'antico sistema degli anelli concentrici, usato dagli etruschi nelle loro tombe,non ha nervature o costoloni e gli anelli concentrici sono bianchi e rossi come all'esterno: al centro campeggia la famosa "spada nella roccia"che, con la sua realta' storica mista a leggenda, emoziona chiunque venga a vederla; le finestre sono quattro a doppio strombo. All'interno della chiesa si trova la cappella di San Galgano,iniziata nel 1341,con forma quadrata, volta a crociera gotica, affrescata gia' nel 1344 da Ambrogio Lorenzetti e di cui oggi restano visibili solo la meta' delle opere raffigurate, fra le quali una Maesta', l'Annunciazione, San Michele che invita San Galgano alla corte celeste. Appena entrati nella rotonda sulla destra c'e' una porta che immette in un locale dove si possono acquistare ricordini (compresi bei poster) su Montesiepi e San Galgano.

FACCIATA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

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SPADA NELLA ROCCIA ALL'EREMO DI MONTESIEPI

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VOLTA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

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ALTRA IMMAGINE DELLA VOLTA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

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MANI DEI LADRONI NELL'EREMO DI MONTESIEPI

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CUPOLA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

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EREMO DI MONTESIEPI

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FACCIATA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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I RUDERI DEL CHIOSTRO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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LATO DESTRO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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INGRESSO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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ABBAZIA DI SAN GALGANO

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ALTRA IMMAGINE DELLA FACCIATA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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INTERNO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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ROSONE DELL'ABBAZIA DI SAN GALAGANO

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ASIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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UN LATO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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NAVATA DESTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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ALTRA IMMAGINE DELL NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

Tabelle altitudini e tempi di percorrenza

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Tabella altitudini

Altitudine della partenza

433

Altitudine massima

433

Altitudine della nostra meta

289

Dislivello

144

 

 
 

Carta del percorso

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Annotazioni storiche

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ABBAZIA DI SAN GALGANO San Galgano - Galgano Guidotti era nato nel vicino borgo di Chiusdino dai nobili signori Guidotto e Dionisia che l'ebbero dopo lunghi anni di sterilita' e, sembra, (per intercessione di San Michele Arcangelo) condusse la tipica vita dissoluta e libertina di tutti i giovani rampolli del suo tempo,quasi come quella di San Francesco. Con il passare degli anni Galgano comincio' sempre piu' ad avvertire l'inutilita' di questa vita dissipata e neanche il titolo di cavaliere gli procuro' sollievo:in lui comincio' a maturare l'idea di cambiare vita per vivere in solitudine a contatto con Dio e la natura, per cui si ritiro' sulla collina di Montesiepi dove visse per dodici mesi in una capanna circolare costruita con frasche; era il 21 dicembre del 1180. In risposta alla insistenze della madre e della ormai ex fidanzata perché rientrasse in citta', Galgano conficco' la sua spada nella fessura di una roccia che affiorava nella sua capanna in segno di rinuncia perpetua alla guerra e per adorare l'elsa della spada come se fosse, per la sua forma, la croce di Cristo: visse in solitudine eremitica tutto il resto della sua breve vita che termino' a 33 anni il 3 dicembre del 1181. Il gesto di pace di Galgano (la spada infissa nella roccia) e la sua breve e intensa vita eremitica commossero i suoi contemporanei e gia' nel 1885,appena quattro anni dopo la morte, il papa Lucio III° lo proclamo' santo e il vescovo volterrano Ugo Saladini ordino' che fosse sepolto accanto a quel masso che serrava ancora la croce-spada, unico segno religioso della sua vita, e che vi fosse costruita sopra una cappella, cappella che assunse subito la particolare forma rotonda che la contraddistingue ancora oggi.

Abbazia di San Galgano I monaci cistercensi che erano a Montesiepi, poiché il piccolo eremo non era piu' capace di contenere loro stessi né gli innumerevoli fedeli che giungevano alla tomba del santo, nel 1218 decisero di iniziare a costruire nella pianura sottostante una abbazia incoraggiati dal vescovo di Volterra, abbazia che sorse con una planimetria tipicamente cistercense. Nel centro si trovava il chiostro, delimitato a nord dalla chiesa, a est dai dormitori e dall'aula capitolare, a sud dal refettorio e dalla cucina e a occidente da altri fabbricati come portineria e foresteria: tutto il complesso era basato su uno stile di transizione tra il romanico e quello ogivale tipico dei monaci cistercensi modificato e ingentilito dal tipico gusto dell'arte senese. La facciata della chiesa aveva tre porte e quattro colonne a reggere il portico e un architrave, ben conservato, con un fregio in rilievo mentre gli archi delle porte sono rotondi. Nell'interno la chiesa e' a croce latina a tre navate, e' lunga 71 m. e larga 21, suddivisa da16 pilastri cruciformi, con il transetto a tre navate, l'abside e' di forma quadrata con un grande rosone formato da sei monofore di grande suggestione, i capitelli sono piu' di un centinaio, di forme diverse e riproducono motivi ornamentali di gusto romanico (interessante e' il primo a sinistra perché mostra scolpito il volto di Ugolino di Maffeo, maestro capo degli intagliatori di pietra). Le volte della chiesa erano ogivali e quadripartite, ma, purtroppo, il tempo e la negligenza dell'abate commendatario Girolamo Vitelli, che vendette il piombo di copertura, ne causarono la completa rovina; ad accelerare la caduta del tetto concorse anche il crollo del campanile che sorgeva sul lato sinistro del transetto: era alto 36 m. e rovino' completamente il 6 gennaio 1786, trasformando cosi' la splendida abbazia, peraltro gia' in rovina, in una cava di pietre e colonnine per i paesi e le fattorie dei dintorni. Bisogna pero' aggiungere che proprio la mancanza del tetto da' a questa costruzione religiosa una fascino veramente particolare, unico, che ne fanno uno dei piu' suggestivi monumenti religiosi non solo della Toscana ma del mondo intero

EREMO DI MONTESIEPI Eremo di Montesiepi - La particolarita' maggiore di questa costruzione e' la "Rotonda di San Galgano" caratterizzata dalla forma circolare con base in pietra fino a 4 metri e poi con la pietra che si alterna a file di mattoni creando una vivace alternanza; la parte superiore, del 1300 circa, e' in cotto mentre la cappella del lato nord fu iniziata nel 1340 cosi' come il campaniletto in cotto: l'insieme costituisce una struttura veramente particolare. All'interno la cupola e' costruita con l'antico sistema degli anelli concentrici, usato dagli etruschi nelle loro tombe,non ha nervature o costoloni e gli anelli concentrici sono bianchi e rossi come all'esterno: al centro campeggia la famosa "spada nella roccia"che, con la sua realta' storica mista a leggenda, emoziona chiunque venga a vederla; le finestre sono quattro a doppio strombo. All'interno della chiesa si trova la cappella di San Galgano,iniziata nel 1341,con forma quadrata, volta a crociera gotica, affrescata gia' nel 1344 da Ambrogio Lorenzetti e di cui oggi restano visibili solo la meta' delle opere raffigurate, fra le quali una Maesta', l'Annunciazione, San Michele che invita San Galgano alla corte celeste. Appena entrati nella rotonda sulla destra c'e' una porta che immette in un locale dove si possono acquistare ricordini (compresi bei poster) su Montesiepi e San Galgano. I monaci cistercensi che erano a Montesiepi, poiché il piccolo eremo non era piu' capace di contenere loro stessi né gli innumerevoli fedeli che giungevano alla tomba del santo, nel 1218 decisero di iniziare a costruire nella pianura sottostante una abbazia incoraggiati dal vescovo di Volterra.

Calendario eventi storici

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Inizio evento Fine evento Evento
1148   Galgano Guidotti nasce a Chiusdino nel 1148.
21/12/1180   Con il passare degli anni Galgano cominciò sempre più ad avvertire l'inutilità di questa vita dissipata e neanche il titolo di cavaliere gli procurò sollievo: in lui cominciò a maturare l'idea di cambiare vita per vivere in solitudine a contatto con Dio e la natura, per cui si ritirò sulla collina di Montesiepi dove visse per dodici mesi in una capanna circolare costruita con frasche; era il 21 dicembre del 1180
3/12/1181   Galgano Guidotti visse in solitudine eremitica tutto il resto della sua breve vita che terminò a 33 anni il 3 dicembre del 1181
30/10/1209   Diversi nobili volterrani e senesi concorsero a tributare rendite e doni di vario genere al crescente religioso istituto, preso sotto la protezione di Arrigo VI e d'Ottone IV. L'ultimo dei quali accordò al monastero di Montesiepi generoso privilegio, da Samminiato il 30 ottobre 1209.
1218   I monaci cistercensi che erano a Montesiepi, poiché il piccolo eremo non era più capace di contenere loro stessi né gli innumerevoli fedeli che giungevano alla tomba del santo, nel 1218 decisero di iniziare a costruire nella pianura sottostante una abbazia incoraggiati dal vescovo di Volterra.
1300   Eremo di Montesiepi: la parte superiore è del 1300.
1340   Eremo di Montesiepi: la cappella del lato nord fu iniziata nel 1340 cosi' come il campaniletto in cotto.
1341   All'interno della chiesa dell'Eremo di Montesiepi si trova la cappella di San Galgano,iniziata nel 1341, con forma quadrata, volta a crociera gotica.
1344   La chiesa dell'Eremo di Montesiepi viene affrescata nel 1344 da Ambrogio Lorenzetti: oggi restano visibili solo la meta' delle opere raffigurate, fra le quali una Maesta', l'Annunciazione, San Michele che invita San Galgano alla corte celeste.
6/1/1786   Ad accelerare la caduta del tetto concorse anche il crollo del campanile che sorgeva sul lato sinistro del transetto: era alto 36 m. e rovino' completamente il 6 gennaio 1786, trasformando cosi' la splendida abbazia, peraltro gia' in rovina, in una cava di pietre e colonnine per i paesi e le fattorie dei dintorni.

Leggende

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LA SPADA NELLA ROCCIA Tra le tante leggende medioevali quella di Re Artu' e' sicuramente una delle piu' affascinanti: molti sono i personaggi e le storie che ruotano intorno al Re, nato, secondo la leggenda, grazie ad un incantesimo di Merlino. Il mago permise infatti a Uther Pendragon, re di Britannia, di giacere con la bella Igerna, trasformando i suoi lineamenti in quelli del marito di lei. Merlino pretese che, in cambio dell'incantesimo, Re Uther gli consegnasse il bambino non appena fosse nato. Al momento della nascita, Merlino reclamo' il neonato e lo affido' ad una famiglia per allevarlo. Ma il mago aveva grandi progetti per il piccolo, che infatti, apparentemente per caso divenne Re di Britannia, dopo essere riuscito a estrarre la Spada nella Roccia. Fin qui la leggenda arturiana, ma la leggenda della spada nella roccia si intreccia in maniera decisamente affascinante con la realta', e per l'esattezza con una realta' tutta italiana. Siamo nella Toscana del XII secolo, poco lontani da Siena, in un paesino chiamato Chiusdino. Qui, nel 1148, nasce Galgano Guidotti. La cavalleria lo affascina al punto che, dopo una prima visione di San Michele, decide di diventare egli stesso un cavaliere, e la sua vita viene segnata da un comportamento libertino e dissoluto. I suoi genitori avevano per lungo tempo atteso l'arrivo di un figlio, tanto da recarsi in pellegrinaggio verso la Basilica di San Michele sul Monte Gargano, in Puglia (da qui forse il nome del santo), ma si abbandonano allo sconforto davanti a tale comportamento. Il destino ha, pero', riservato loro una sorpresa. Galgano, dopo una seconda visione di San Michele, si interroga sulla sua vita e decide di dedicare i suoi anni a venire a Dio e di vivere come un eremita. Impugnata la sua spada, la conficca in una roccia, e davanti all'elsa, che si erge come una croce, egli preghera' (una variante della storia narra che fu lo stesso San Michele a conficcare la spada). Era il 1180 e l'intero anno successivo viene segnato dai miracoli di Galgano, che muore di stenti nel 1181. La sua beatificazione avviene in soli 3 giorni e nel 1185 papa Urbano III lo proclama Santo. Di lui rimane solo il teschio, conservato nella chiesa di Chiusdino, da cui si racconta crescessero capelli biondi, tanto da nominare San Galgano protettore dei calvi. Il resto del corpo non e' mai stato trovato, sebbene alcuni testi indichino come luogo di sepoltura l'area intorno alla spada. Sul luogo e' stata poi costruita una chiesetta, con una particolare volta dipinta con cerchi concentrici bianchi e neri. Si potrebbe pensare ad una variazione della leggenda Arturiana, ma c'e' una testimonianza incontestabile: la spada e' ancora oggi conficcata nella roccia. La cronologia degli eventi, e delle diverse opere che hanno reso celebre Re Artu', testimoniano come in realta' si potrebbe vedere in Galgano un vero e proprio ispiratore del famoso ciclo Arturiano. Lo stesso nome Galgano pare sia stato mutato in Galvano, uno dei cavalieri della tavola rotonda. Il ciclo Arturiano inoltre risale alla fine del XII secolo, esattamente dopo la morte del santo senese.

Localita' importanti nel percorso

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Da San Galgano, proseguendo per pochi km. sulla strada per Follonica, passato il paese di Palazzetto si nota a malapena sulla sinistra, nascosto tra la vegetazione, un mulino che sorge lungo le rive del fiume Merse: si tratta del "Mulino delle Pile", nome che non dice niente ma se aggiungo che si tratta del famosissimo Mulino Bianco usato anni fa dalla Barilla per i suoi spot pubblicitari forse a qualcuno verrà in mente: si perché il famoso mulino della pubblicità era proprio qui, nel comune di Chiusdino, ed era stato un po' risistemato per presentarlo nella miglior luce possibile e io che l'ho visitato nei giorni del suo splendore vi posso garantire che per vederlo bisognava parcheggiare l'auto a notevole distanza tante erano le persone accorse al richiamo per un passaparola più significativo di tante inserzioni sui giornali. Il Mulino delle Pile attualmente ospita un agriturismo e chiunque lo volesse visitare, ripensando ai bei fasti pubblicitari, lo può fare magari unendo la visita a una sana mangiata genuina.

Flora del percorso

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All’interno della valle del Merse , nella quale si trova l'Abbazia di San Galgano, si estende la Riserva naturale del Basso Merse. In tutta l’area protetta prevale una vegetazione boschiva, dominata dalle associazioni di leccio e caducifoglie come cerro, roverella, orniello e carpino nero. Dove l’erosione si fa più sentire il bosco è sostituito da una macchia bassa a prevalenza di eriche e corbezzoli. Lungo il Merse e gli affluenti sono presenti formazioni riparie o golenali, dove spicca la Populus nigra. Per quanto riguarda le emergenze faunistiche qui si riscontra il maggior numero di segnalazioni di esemplari di lontra, specie in pericolo di estinzione.

Fauna del percorso

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San Galgano si trova in Val di Merse : all'interno di questa valle esiste la Riserva Naturale del basso Merse: nelle limpide acque del Merse, oltre al granchio e al gambero di fiume, si può incontrare una rarità faunistica come la lontra. La lontra ha una lunghezza di 60 - 80 cm più 35 - 45 cm di coda: vive lungo i torrenti, i fiumi, i laghi e gli stagni; predilige le rive ricoperte da cespugli lungo le quali costruisce la sua tana, con un ingresso subacqueo e molte gallerie. In acqua è agilissima e compie prolungate immersioni: si ciba prevalentemente di pesci e molluschi, ma potendo scegliere preferisce le anguille. Sulla terra si muove sempre correndo e caccia arvicole e altri piccoli mammiferi.La pelliccia (così bella, folta e morbida che l'ha quasi portata all'estinzione a causa della caccia spietata di cui è stata oggetto) è lucida e di un bel marrone intenso sul dorso, più chiaro sul ventre, grigio - biancastro sotto il collo e ai lati della testa. Ha zampe corte e palmate.La femmina partorisce i piccoli (da 2 a 4) per lo più in primavera avanzata; i piccoli vengono allattati per 6 mesi e istruiti a diventare buoni predatori. Tra gli altri animali presenti si segnalano per la loro rarità la martora, la puzzola e il gatto selvatico, mentre è notevole la presenza di cinghiali, caprioli, daini, istrici. Moltissime le specie di uccelli presenti: averla, barbagianni, biancone, falco pecchiaiolo, lodolaio, sparviero, poiana.

Geologia del percorso

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Il comprensorio comunale di Chiusdino, situato a sud-ovest di Siena, occupa il settore centro-occidentale della Toscana meridionale, per un’estensione complessiva di 141,85 kmq. Confina a nordovest e nord-est rispettivamente con Radicondoli e Sovicille, a sudovest con Montieri, a sud-est e sud con Monticiano e Roccastrada. I limiti amministrativi non definiscono un ambito geograficomorfologico omogeneo e unitario. La porzione centrorientale del comune, a carattere prevalentemente pianeggiante e basso collinare, rappresenta la zona medio-alta del bacino idrografico del fiume Merse e del Feccia (affluenti dell’Ombrone rispettivamente di destra e di sinistra); un lungo tratto del confine orientale del comprensorio è demarcato proprio dal primo dei due fiumi. Il paesaggio si modifica progressivamente fino ad assumere un carattere più prettamente alto collinare e montuoso, procedendo verso le porzioni estreme del comune; i versanti nord-est e sudovest coincidono infatti, l’uno con le ultimi propaggini della Montagnola Senese e l’altro con il sistema dei rilievi collinari delle Colline Metallifere. Una tale variabilità paesaggistica è strettamente connessa all’evoluzione paleogenetica. In seguito al processo distensivo verificatosi a partire dal Miocene superiore (dopo la sequenza di eventi di corrugamento collegato a una tettonica di tipo essenzialmente compressivo), ebbe luogo un totale cambiamento della paleogeografia della Toscana meridionale, terminato con la formazione di depressioni tettoniche (Graben) e di strutture positive (Horst). Le prime, favorendo l’ingressione del mare, si trasformarono in bacini marini nei quali si depositarono sedimenti argilloso-sabbiosi e subordinatamente conglomerativi; le altre invece costituirono delle dorsali. Nel Pliocene medio, il generale sollevamento della regione (in parte ancora attivo) determinò il ritiro del mare e, nel Neogene, si formò quello che i geologi contraddistinguono come Bacino di Chiusdino: una depressione tettonica separata da aree più sollevate identificabili, sul lato orientale, con la cosiddetta Dorsale Monticiano-Roccastrada e, sul lato occidentale, con le Colline Metallifere. Dal punto di vista morfologico, le aree del Bacino di Chiusdino, connesse agli affioramenti di terreni poco resistenti ai processi erosivi, corrispondono, a eccezione del fondovalle, alle zone più depresse e si presentano come rilievi tipicamente collinari. Le aree al margine del bacino, costituite da rocce più resistenti, sono formate da rilievi a carattere tendenzialmente montuoso (anche se le altitudini raramente superano i 500 m s.l.m.), con forti dislivelli e pendenze dei versanti in corrispondenza delle incisioni vallive. Anche la geologia del territorio chiusdinese propone un’estrema variabilità; si articola in 13 sottotipi riconducibili a cinque formazioni originarie principali.

Attrezzatura consigliata

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Essenziale e' lo zaino: non deve essere troppo grande né troppo piccolo, ma capace di contenere la nostra attrezzatura e un ricambio almeno di maglietta e calzini e male non sarebbe se avesse il bastino per impedire il contatto con la schiena e il copri zaino antipioggia. Poi puo' essere utile avere con noi un coltello serramanico multiuso e una piccola cassetta di pronto soccorso contenente il siero antivipera. Gli amanti della fotografia e delle riprese cinematografiche si porteranno dietro la loro attrezzatura: e' superfluo dar loro consigli, ma anche un profano puo' portarsi dietro un binocolo perché in montagna i panorami sono sempre molto appaganti. Ricordiamo di portarsi sempre dietro un taccuino e una penna per prendere appunti: il loro uso si rivelera' prezioso perché ci permettera' di annotare descrizioni e tempi di percorrenza, oppure le principali caratteristiche di animali o piante da studiare poi con calma a casa; sara', insomma, il diario di bordo delle nostre escursioni. Indispensabile e' la cartina dei sentieri della zona dove compiamo l’escursione: questo anche se ai nostri itinerari e' sempre allegata la cartina della zona. Per orientarsi sulla cartina e sul terreno possiamo usare la bussola: se ne trovano in commercio di ottime a prezzi modesti. Infine possiamo portare con noi l’altimetro: l’importante e' ricordare che il suo funzionamento avviene in base alla variazione di pressione atmosferica che diminuisce man mano che si sale per cui va tarato l’indice in loco regolandolo in corrispondenza di una quota conosciuta. Chiudiamo ricordando che alla partenza non deve mai mancare la borraccia piena d’acqua, indipendentemente dal fatto che si incontrino sorgenti lungo il percorso.

Abbigliamento suggerito

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Quando ci si reca a fare un'escursione e' necessario indossare un buon paio di scarponi: devono essere robusti, flessibili, impermeabili e con una buona suola scolpita; devono contenere il collo del piede e la caviglia per evitare, soprattutto in discesa, che scivoloni o piedi appoggiati male si trasformino in distorsioni o slogature. I calzini e' bene indossarli di lana: ce ne sono molti fatti appositamente per il trekking. Per i pantaloni l’ideale sarebbero quelli cosiddetti alla zuava, i classici da montanari: io, pero', ho sempre usati quelli sopra il ginocchio, per cui e' bene che ognuno si regoli secondo le sue esigenze. Per l‘abbigliamento della parte superiore anche qui e' superfluo dare consigli: l’importante e' non coprirsi eccessivamente alla partenza, tante volte sono partito in compagnia di amici che avevano freddo li' per li' ma che dopo pochi minuti soffrivano per il caldo. Ricordiamoci che camminare scalda, evitiamo percio' di coprirci troppo alla partenza, ma, invece, copriamoci subito quando ci fermiamo per qualche sosta. Se siamo nella buona stagione puo' essere utile indossare il cappellino per ripararsi dal sole. Chiudiamo ricordando di portarsi dietro una mantellina di tela cerata tipo poncho, indipendentemente dal tempo che troviamo all’inizio del nostro percorso: a volte il tempo cambia rapidamente ed e' bene essere prudenti.

San Galgano dal Dizionario Corografico della Toscana del Repetti

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San Galgano dal Dizionario Corografico della Toscana del Repetti

Il Dizionario Corografico della Toscana e' stato stampato nel 1855 e costituisce la base fondamentale di tutta la storia e la geografia della Toscana: vi sono indicati tutte le citta' e i paesi della nostra regione in ordine alfabetico; ritengo fare cosa utile pubblicare quello che riporta su San Galgano e, anche se il linguaggio e' quello di 150 anni (tanto per dire non si parla di Toscana ma di Granducato di Toscana), credo che leggere queste righe sia veramente affascinante.

Abazia di S. Galgano in Val di Merse alla sinistra di questo fiume nel Comunita' Giurisdizione e 4 miglia toscane a levante di Chiusdino, Diocesi di Volterra, Compartimento di Siena, da cui e' 18 miglia toscane a libeccio. - Fu il primo monastero dell'ordine Cistercense, e capo di tutti gli altri della stessa regola che di la' si propagarono in varie Badie della Toscana. NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO Ve li chiamo' nel 1201 il vescovo di Volterra Ildebrando dei conti Pannocchieschi fondatore del primo monastero e annessa chiesa, che dedico' al Betao Galgano da Chiusdino, vissuto eremita nelle vicine selve di Montesiepi. Lo accrebbero di facolta' e di privilegi altri vescovi suoi successori, fra i quali si distinsero Pagano dei Pannocchieschi nipote del fondatore facendogli amplissima donazione, nel 1216, e Galgano verso la meta' del secolo XIII. Diversi nobili volterrani e senesi concorsero a tributare rendite e doni di vario genere al crescente religioso istituto, preso sotto la protezione di Arrigo VI e d'Ottone IV. L'ultimo dei quali accordo' al monastero di Montesiepi generoso privilegio, da Samminiato il 30 ottobre 1209. Ma le rendite maggiori le derivarono dai beni allodiali acquistati in Frosine per vendite, permute e piu' per donazioni dei vescovi volterrani e dei conti loro feudatari. Tutte le memorie concorrono a far credere che quel vasto fabbricato principiato nel 1240 restasse compito nel 1268. - La storia monastica ha pochi esempi di un'opera cotanto colossale, eretta con prontezza simile, da una piccola e non doviziosa associazione. Di che dare ne possono tuttora qualche idea i copiosi avanzi delle cadenti sue mura che spiombano fra i cerri ed i roveti. La chiesa costruita di travertino e di mattoni, ha tre grandi navate della lunghezza di circa cento, della larghezza di 36 e dell'altezza di 35 braccia con una grandiosa tribuna, dove e' fama che vi fossero non meno di 32 seggi per i monaci, e 18 per i conversi. Il claustro spartito in vari edifizi era fornito di tutte le officine bisognevoli ad una isolata popolazione, fra le quali s'indicano tuttora al curioso che ivi capita le fucine per fondere i metalli delle vicine miniere di Montieri, e ridurli in piccola moneta, per privilegio probabilmente accordato dai vescovi di Volterra, cui solo era concesso il regio diritto della zecca. Vi esistevano inoltre fornaci da terraglie, cartiere, concie, gualchiere, siccome avevano apposito locale le arti e mestieri minori. Tanta magnificenza fu abbandonata alla total rovina. Comincio' a decadere, quando questa magna Badia fu destinata in commenda a potenti cardinali. Uno di questi vende' perfino il piombo, di cui era coperto il tetto della chiesa, che termino' poi di rovinare nel 1781, nel quale tempo il campanile percosso da un fulmine cadde sul sottoposto pavimento. Rimase questo ingombro da macerie, da sterpi e da rovine, mentre la contigua clausura fu convertita in capanne per gli armenti. Nel piano superiore esisteva una grandiosa cappella gentilizia della famiglia Pannocchieschi patrona della Badia, sopra la quale si elevava una lanterna, cui stava appeso di notte un fanale per servire di scorta ai viandanti che potevano ritrovarsi per quei deserti, onde essere accolti e caritatevolmente alloggiati nell'Ospizio. - I pochi monaci mantenuti dal commendatario furono riuniti ad altri monasteri dopo la Bolla del 1652 del pontefice Innocenzo X. Tento' di rendere questo luogo all'antico culto col fare restaurare una parte del monastero e della sagrestia, e ridurla a chiesa, l'ultimo abate commendatario perpetuo cardinale Giuseppe Maria dei marchesi Ferroni di Firenze. Al quale effetto vi chiamo' e vi mantenne qualche tempo i monaci Vallombrosani di Chiusdino, e poscia i Francescani, i quali al pari dei primi lo abbandonarono sul declinare del secolo XVIII. In vicinanza di quattro miglia toscane circa a settentrione dal monastero evvi la villa di Frosini, gia' castello ceduto dai vescovi di Volterra e dai conti della Gherardesca ai monaci di S. Galgano. Gli abati commendatari lo ridussero a casa di campagna, oggi fattoria della nobile famiglia Ferroni, erede del cardinale sopra nominato. La parrocchia di S. Galgano fu traslatata, dopo la profanazione e SAN GALGANO: L'ABBAZIA NEL VERDE DELLA CAMPAGNA SENESE totale rovina del Tempio annesso alla Badia (anno 1781), in una bella cappella rotonda stata eretta sino dal 1185 e dedicata alla stesso Santo eremita, situata in aria meno malsana sulla cresta del soprastante poggio di Montesiepi. Ha una popolazione di 238 abitanti.

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EREMO DI MONTESIEPI: 2' IMMAGINE

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SAN GALGANO: LATO DESTRO DELL'ABBAZIA 2' IMMAGINE

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ABBAZIA DI SAN GALGANO: 2' IMMAGINE

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EREMO DI MONTESIEPI: 3' IMMAGINE

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SAN GALGANO: LATO DESTRO DELL'ABBAZIA 3' IMMAGINE

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ABBAZIA DI SAN GALGANO: 3' IMMAGINE

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ABBAZIA DI SAN GALGANO: 4' IMMAGINE

Ristoranti in zona

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Nome

Localita'

Telefono

Note

Agriturismo 'Il Mulino delle Pile'

Località Mulino delle Pile - Chiusdino

0577 / 750688

E' il famoso 'Mulino Bianco' degli spot della Barilla

Agriturismo 'San Galgano'

Località San Galgano

0577 / 750273

Nei pressi dell'abbazia

Il Palazzetto

Località Palazzetto,59 - Chiusdino

0577 / 751160

 

Montebello

Località Frosini - Chiusdino

0577 / 799086

 

Vecchio Frantoio

Località Frosini, 10 Chiusdino

0577 / 799084

 

Alberghi in zona

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Nome

Localita'

Telefono

Note

Agriturismo 'Il Mulino delle Pile'

Località Mulino delle Pile - Chiusdino

0577 / 750688

E' il famoso 'Mulino Bianco' degli spot della Barilla - 4 spighe qualità della RegioneToscana - 12 posti letto

Agriturismo 'La Casina'

Località Frosini - Chiusdino

0577 / 799088

3 spighe qualità della Regione Toscana - 4 posti letto

Agriturismo 'San Galgano'

Località San Galgano

0577 / 750273

2 spighe qualità della Regione Toscana - 12 posti letto

Agriturismo'Casapiccini'

Via Casapiccini - Località Palazzetto - Chiusdino

0577 / 750285

1 spiga qualità della Regione Toscana - 11 posti letto

Il Palazzetto

Località Palazzetto - Chiusdino

0577 / 751160

 

Montebello

Località Frosini - Chiusdino

0577/ 799086

 

Immagine: VEDUTA PANORAMICA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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VEDUTA PANORAMICA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

VEDUTA PANORAMICA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

Veduta panoramica dell'Abbazia di San Galgano

Immagine: SAN GALGANO TRA I GIRASOLI

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SAN GALGANO TRA I GIRASOLI

SAN GALGANO TRA I GIRASOLI

L'Abbazia di San Galgano appare tra i girasoli

Immagine: ABBAZIA DI SAN GALGANO

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ABBAZIA DI SAN GALGANO

ABBAZIA DI SAN GALGANO

L'Abbazia di San Galgano: ha per tetto il cielo e per pavimento il prato!

Immagine: LA SPADA NELLA ROCCIA

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LA SPADA NELLA ROCCIA

LA SPADA NELLA ROCCIA

La spada nella roccia si trova nell'Eremo di Montesiepi, vicino all'Abbazia di San Galgano: vi venne infissa da San Galgano quando, da geurriero quale era, decise di diventare eremita

Immagine: NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

Navata sinistra della splendida Abbazia di San Galgano

Immagine: EREMO DI MONTESIEPI

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EREMO DI MONTESIEPI

EREMO DI MONTESIEPI

L'Eremodi Montesiepi, che racchiude la spada nella roccia, si trova vicino all'Abbazia di San Galgano

Immagine: ABSIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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ABSIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

ABSIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

Abside dell'Abbazia di San Galgano, splendido monumento religioso che ha per tetto il cielo e per pavimento il prato

Immagine: FACCIATA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

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FACCIATA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

FACCIATA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

Facciata dell'Eremo di Montesiepi

Immagine: SPADA NELLA ROCCIA ALL'EREMO DI MONTESIEPI

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SPADA NELLA ROCCIA ALL'EREMO DI MONTESIEPI

SPADA NELLA ROCCIA ALL'EREMO DI MONTESIEPI

Sotto la volta dell'Eremo di Montesiepi, proprio al centro, campeggia la famosa "spada nella roccia" che, con la sua realtà storica, mista a leggenda, emoziona chiunque venga a vederla. Si dice infatti che nel 1180, impugnata la sua spada, Galgano Guidotti la conficca in una roccia, e davanti all'elsa, che si erge come una croce, egli pregherà l'intero anno successivo che viene segnato dai miracoli di Galgano, che muore di stenti nel 1181

Immagine: VOLTA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

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VOLTA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

VOLTA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

Volta dell'Eremo di Montesiepi

Immagine: ALTRA IMMAGINE DELLA VOLTA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

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ALTRA IMMAGINE DELLA VOLTA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

ALTRA IMMAGINE DELLA VOLTA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

Altra immagine della volta dell'Eremo di Montesiepi

Immagine: MANI DEI LADRONI NELL'EREMO DI MONTESIEPI

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MANI DEI LADRONI NELL'EREMO DI MONTESIEPI

MANI DEI LADRONI NELL'EREMO DI MONTESIEPI

Le mani dei ladroni nell'Eremo di Montesiepi

Immagine: CUPOLA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

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CUPOLA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

CUPOLA DELL'EREMO DI MONTESIEPI

Cupola dell'Eremo di Montesiepi

Immagine: EREMO DI MONTESIEPI

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EREMO DI MONTESIEPI

EREMO DI MONTESIEPI

La particolarità maggiore di questa costruzione è la "Rotonda di San Galgano" caratterizzata dalla forma circolare con base in pietra fino a 4 metri e poi con la pietra che si alterna a file di mattoni creando una vivace alternanza; la parte superiore, del 1300 circa, è in cotto mentre la cappella del lato nord fu iniziata nel 1340 così come il campanile in cotto: l'insieme costituisce una struttura veramente particolare

Immagine: FACCIATA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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FACCIATA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

FACCIATA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

La facciata della chiesa aveva tre porte e quattro colonne a reggere il portico e un architrave, ben conservato, con un fregio in rilievo mentre gli archi delle porte sono rotondi

Immagine: I RUDERI DEL CHIOSTRO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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I RUDERI DEL CHIOSTRO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

I RUDERI DEL CHIOSTRO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

I ruderi del chiostro dell'Abbazia di San Galgano

Immagine: LATO DESTRO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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LATO DESTRO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

LATO DESTRO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

Proprio la mancanza del tetto dà a questa costruzione religiosa una fascino veramente particolare, unico, che ne fanno uno dei più suggestivi monumenti religiosi non solo della Toscana ma del mondo intero

Immagine: INGRESSO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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INGRESSO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

INGRESSO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

La particolarità dell'Abbazia di San Galgano sta nel fatto che la chiesa non ha tetto ed non ha pavimento: anzi, si può, dire che per tetto abbia il cielo e per pavimento abbia il prato, e questa è sicuramente una peculiarità quasi unica. Se poi consideriamo che la chiesa consiste in un edificio in stile gotico - cistercense, di rara bellezza ed armonia, credo che poche siano le costruzioni religiose nel mondo che suscitino emozioni così grandi come il vederla per la prima volta

Immagine: ABBAZIA DI SAN GALGANO

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ABBAZIA DI SAN GALGANO

ABBAZIA DI SAN GALGANO

La particolarità dell'Abbazia di San Galgano sta nel fatto che la chiesa non ha tetto ed non ha pavimento: anzi, si può, dire che per tetto abbia il cielo e per pavimento abbia il prato, e questa è sicuramente una peculiarità quasi unica. Se poi consideriamo che la chiesa consiste in un edificio in stile gotico - cistercense, di rara bellezza ed armonia, credo che poche siano le costruzioni religiose nel mondo che suscitino emozioni così grandi come il vederla per la prima volta

Immagine: ALTRA IMMAGINE DELLA FACCIATA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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ALTRA IMMAGINE DELLA FACCIATA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

ALTRA IMMAGINE DELLA FACCIATA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

La particolarità dell'Abbazia di San Galgano sta nel fatto che la chiesa non ha tetto ed non ha pavimento: anzi, si può, dire che per tetto abbia il cielo e per pavimento abbia il prato, e questa è sicuramente una peculiarità quasi unica. Se poi consideriamo che la chiesa consiste in un edificio in stile gotico - cistercense, di rara bellezza ed armonia, credo che poche siano le costruzioni religiose nel mondo che suscitino emozioni così grandi come il vederla per la prima volta

Immagine: INTERNO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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INTERNO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

INTERNO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

Interno dell'Abbazia di San Galgano

Immagine: ROSONE DELL'ABBAZIA DI SAN GALAGANO

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ROSONE DELL'ABBAZIA DI SAN GALAGANO

ROSONE DELL'ABBAZIA DI SAN GALAGANO

Rosone dell'Abbazia di San Galgano

Immagine: ASIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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ASIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

ASIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

La particolarità dell'Abbazia di San Galgano sta nel fatto che la chiesa non ha tetto ed non ha pavimento: anzi, si può, dire che per tetto abbia il cielo e per pavimento abbia il prato, e questa è sicuramente una peculiarità quasi unica. Se poi consideriamo che la chiesa consiste in un edificio in stile gotico - cistercense, di rara bellezza ed armonia, credo che poche siano le costruzioni religiose nel mondo che suscitino emozioni così grandi come il vederla per la prima volta

Immagine: COLONNE E ASIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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COLONNE E ASIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

COLONNE E ASIDE DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

La particolarità dell'Abbazia di San Galgano sta nel fatto che la chiesa non ha tetto ed non ha pavimento: anzi, si può, dire che per tetto abbia il cielo e per pavimento abbia il prato, e questa è sicuramente una peculiarità quasi unica. Se poi consideriamo che la chiesa consiste in un edificio in stile gotico - cistercense, di rara bellezza ed armonia, credo che poche siano le costruzioni religiose nel mondo che suscitino emozioni così grandi come il vederla per la prima volta

Immagine: UN LATO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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UN LATO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

UN LATO DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

Un lato dell'Abbazia di San Galgano

Immagine: NAVATA DESTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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NAVATA DESTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

NAVATA DESTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

Navata destra dell'Abbazia di San Galgano

Immagine: NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

Navata sinistra dell'Abbazia di San Galgano

Immagine: ALTRA IMMAGINE DELL NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

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ALTRA IMMAGINE DELL NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

ALTRA IMMAGINE DELL NAVATA SINISTRA DELL'ABBAZIA DI SAN GALGANO

Altra immagine della navata sinistra dell'Abbazia di San Galgano