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GARFAGNANA: 1' parte

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GARFAGNANA: 1' parte

ALTRA IMMAGINE DI PIAZZA AL SERGIO E DEL MONTE PISANINO In questo itinerario si parlera' di tre borghi dei tanti che si trovano in quella splendida valle che e' la Garfagnana, situata fra l'Appennino tosco - emiliano e le Alpi Apuane,: i paesi sono Ghivizzano, situato all'inizio della vallata, Cascio, posto nella media valle, e Piazza al Serchio che si trova in vetta alla Garfagnana, quasi al confine con la Lunigiana.

Tutti e tre sono ricchi di storia e di monumenti: il castello di Ghivizzano costituisce uno dei piu' importanti presidi militari medioevali della Media Valle del Serchio e che si eleva su una collina poco distante dal fondovalle; ai piedi della fortificazione si sviluppa, secondo un andamento concentrico, il paese.Il castello e' di proprieta' del Comune di Coreglia Antelminelli, che intende promuoverne il restauro e la valorizzazione: la condizione della torre sono buone, discrete quelle delle mura della rocca che necessitano pero', in alcuni tratti, di interventi di restauro e consolidamento.

La rocca fortificata di Cascio e' una delle piu' famose fortezze della Garafagnana: fatta erigere nel 1615 da Alfonso III, rimangono due porte, un ampio tratto di mura e alcune torri; da quella piu' a valle si gode un ampio panorama sulla Media Valle del Serchio e su Barga. Presenta 5 torrioni semicircolari e due accessi. Spessa e di considerevole altezza, la cinta in pietra e' dotata di una scarpata sporgente e di cordolo.

Piazza al Serchio si chiamava Pieve di Castelvecchio: solo nel 1863 assunse l'attuale denominazione. Per la sua posizione geografica ha sempre rivestito una notevole importanza commerciale che, negli ultimi decenni, ha favorito l’espansione edilizia ed il sorgere di numerose aziende di tipo artigianale. Caratterizzano il paesaggio alcuni torrioni di roccia vulcanica detti "Doglioni", tra i quali il Serchio di Sillano ha scavato una stretta gola che evidenzia la struttura "a cuscini" della lava diabasica.


Tutti i Marchi eventualmente citati in questo percorso sono di proprieta' esclusiva dei loro rispettivi proprietari e sono citati a meri fini illustrativi.

Questo manuale non vuol essere una guida esaustiva al percorso ed alle localita' indicate, noi abbiamo messo la massima cura nella sua redazione, ma cio' che descriviamo puo' contenere errori di ogni tipo e nessuno puo' attribuire responsabilita' di alcun tipo agli estensori di queste pagine.

Noi abbiamo pensato questa guida come un supporto culturale e organizzativo per il tempo libero di tutti: Dal portatore di handicap all'amante del percorso difficile ed estremo; pertanto il percorso segnalato e' meramente divulgativo; agli autori, ai redattori, ai webmaster dei siti comunque collegati a WALKINGITALY non puo' essere attribuita alcuna responsabilita'.

Maggiori informazioni per i pernottamenti e per i ristoranti possono essere chieste alla redazione del sito o contattando direttamente le strutture locali che si interessano di turismo e ricezione.


Indice del percorso

1

Dati identificativi del percorso 

2

Il percorso

3

Annotazioni storiche 

4

La meta del percorso

5

Localita' importanti nel percorso 

6

Gastronomia del percorso

7

Geologia del percorso 

8

Ghivizzano dal Dizionario Corografico della Toscana del Repetti

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Ristoranti in zona 

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Alberghi in zona

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Altre immagini del percorso 

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Immagine: PANORAMA DI CASCIO

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Immagine: ALTRA VEDUTA DEL TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO 

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Immagine: CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI LORENZO E STEFANO A CASCIO

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Immagine: CHIESA DEI SANTI LORENZO E STEFANO A CASCIO 

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Immagine: CASTELLO DI CASCIO

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Immagine: ALTRA VEDUTA DEL CASTELLO DI CASCIO 

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Immagine: TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO

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Immagine: ALTRA VEDUTA DEL TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO 

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Immagine: ANCORA IL CASTELLO DI CASCIO

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Immagine: UN ANGOLO DEL CASTELLO DI CASCIO 

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Immagine: ANGOLO FORTIFICATO DEL CASTELLO DI CASCIO

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Immagine: PORTA D'ACCESSO AL CASTELLO DI CASCIO 

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Immagine: ALTRA IMMAGINE DELLA PORTA DI ACCESSO AL CASTELLO DI CASCIO

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Immagine: PORTA D'ACCESSO AL CASTELLO DI GHIVIZZANO 

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Immagine: CASTELLO DI GHIVIZZANO

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Immagine: TORRE DEL CASTELLO DI GHIVIZZANO 

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Immagine: CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO A GHIVIZZANO

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Immagine: ALTRA IMMAGINE DEL CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO A GHIVIZZANO 

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Immagine: CHIESA DI SANT'ANTONIO A GHIVIZZANO

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Immagine: CASA NATALE DEL CARDINALE CAMILLI A GHIVIZZANO 

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Immagine: ALTRA IMMAGINE DI PIAZZA AL SERGIO E DEL MONTE PISANINO

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Immagine: ALTRA IMMAGINE DI PIAZZA AL SERCHIO E LE ALPI APUANE 

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Immagine: CHIESA DI SAN PIETRO A PIAZZA AL SERCHIO

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Immagine: I DOGLIONI DI PIAZZA AL SERCHIO 

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Immagine: PIAZZA AL SERCHIO E IL MONTE PISANINO

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Immagine: PIAZZA AL SERCHIO E LE ALPI APUANE 

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Immagine: LA LOCOMOTIVA DI PIAZZA AL SERCHIO

39

Immagine: VEDUTA PANORAMICA DELLA CATENA DELLE APUANE: 1' IMMAGINE 

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Immagine: VEDUTA PANORAMICA DELLA CATENA DELLE APUANE: 2' IMMAGINE


Dati identificativi del percorso

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Tipo di percorso

Tipo di percorso lineare

Classe del percorso

PANORAMA - AMBIENTE Importante
STORIA Importante
ARTE Importante
CURIOSITA' LEGGENDE Solo accenni trovati nei racconti o negli scritti

Tipologia culturale

H - Fitness/Tempo libero

Difficolta' del percorso

Campagna

Inferiore ai 4/5 chilomtri, senza pendii, corsi d'acqua salti ma, per le sue caratteristiche (terreno fangoso, strade nei campi) POCO ADATTO a persone diversamente abili anche se accompagnate.

Localita' di partenza

GHIVIZZANO(COREGLIA ANTELMINELLI/LU/TOSCANA)

Percorso per mountain Bike

S

Il percorso

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CASTELLO DI GHIVIZZANO Iniziamo questa escursione in Garfagnana entrando nella valle da Borgo a Mozzano, grosso centro situato all'inizio della valle e famoso per l'antico ponte che scavalca il Serchio che e' chiamato "Ponte del Diavolo" o "Ponte della Maddalena": superato questo paese, sempre tenendosi sul lato orografico sinistro del Serchio, procediamo in direzione nord fino a quando non incontriano il cartello stradale che ci indica di svoltare a destra per raggiungere Ghivizzano, il cui castello ci appare sopra un colle.

Il castello di Ghivizzano costituisce uno dei piu' importanti presidi militari medioevali della Valle del Serchio: si eleva su una collina poco distante dal fondovalle ed e' ben visibile insieme al campanile della adiacente chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo. Ai piedi della fortificazione si sviluppa, secondo un andamento concentrico, il paese: il castello e' di proprieta' del Comune di Coreglia Antelminelli, che intende promuoverne il restauro e la valorizzazione. La condizione della torre sono buone, discrete quelle delle mura della rocca che necessitano pero', in alcuni tratti, di interventi di restauro e consolidamento. Alcune strade del paese corrispondono ai vecchi camminamenti della fortezza di Castruccio Castracani, costruita sulle rovine di una precedente distrutta dai lucchesi nel 1187: entrando dalla Porta principale, rivolta a guardare il Serchio, sulla destra si puo' notare un camminamento coperto con le feritoie per guardare nella valle (si tratta di via Sossala, cioe' sub - sala, 'sotto la sala'), residuo dell'antica fortificazione, ancora ben conservato. Oltrepassata via Sossela, dopo poche decine di metri, si notano sulla destra, due edifici di rilevante importanza storica, la piccola chiesa di Sant'Antonio, che era l'edificio di culto del paese prima di essere sostituita dalla chiesa della rocca, l'attuale parrocchiale di San Pietro e Paolo, e la casa natale di monsignor David Camilli, nato a Ghivizzano il 15 gennaio 1847, che fu emerito vescovo di Pontremoli dal febbraio 1889 al gennaio 1893 e vescovo di Fiesole dal febbraio 1893 fino al 1909, anno della sua morte, e che tanto si prodigo' per lo sviluppo religioso e culturale di Ghivizzano. Le strette strade del paese si dirigono ora in forte pendenza verso la sommita' del colle, circondato da una possente cinta muraria, sul quale si trovano la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo e la Rocca. Nella Rocca troviamo la Torre o Torre di Guardia, alta 25 metri e larga 8, coronata originariamente da otto merli - quello centrale di ogni lato e' oggi scomparso - intervallati da mantelletta e probabilmente bertesca mobile in legno, utilizzata in caso di guerra per la difesa. La torre si erge su tre piani con finestre ad arco romanico e fu abitata da Francesco Castracani, cugino di Castruccio. Il piano terra era adibito a magazzino e dimora per le guardie - non comunicante internamente con i piani superiori - al primo piano a zona giorno, con un camino, e il secondo piano a zona notte, raccordate da una scaletta interna in legno. La casa adiacente alla torre era la cosiddetta Casa del Capitano del Popolo: una caserma che poteva ospitare circa 40 armati. Dal 1438 al 1441 Ghivizzano fu dimora del capitano di ventura Francesco Sforza. Con l’avvento delle armi da fuoco le difese vennero progressivamente smantellate e sul finire del 1500 Lucca, di nuovo padrona della fortezza, ritiro' la guarnigione ed offri' in affitto la rocca a privati. Fino a quando il castello di Ghivizzano conservo' il carattere di fortezza militare la funzione di chiesa parrocchiale spetto' alla Chiesa di Sant’Antonio, dove ancora oggi si puo' ammirare un fonte battesimale ad immersione del 1400: quando la chiesina di Sant’Antonio non fu piu' sufficente a contenere la crescente popolazione, fu richiesto l’utilizzo della chiesa della rocca costruita nel 1308 e chiamata di San Martino. Questa fu ampliata inizialmente nel 1777, con cambio di nome in San Pietro e Paolo el’eliminazione delle impronte romaniche, poi nel 1885, quando venne rialzata, sostituendo il soffitto a capriate con quello a volta a botte. Il campanile, fatto costruire inizialmente da Paolo Guinigi nel 1400 con due sole campane, fu ricostruito, in seguito ad un crollo nel 1857, nella parte superiore in stile neogotico e ritoccato nel 1895 con l’aggiunta una terza campana. Nella chiesa parrocchiale si trovano le tombe di Giovanna Castracani morta nel 1336 e di Filippo Castracani morto nel 1347 rispettivamente, moglie e figlio di Francesco Castracani.

Lasciato Ghivizzano proseguiamo il percorso in direzione nord: dopo pochi km. notiamo sulla destra un ponte di recentissima costruzione, lo attraversiamo e proseguiamo il cammino sul lato orografico destro del Serchio fino a raggiungere Gallicano. CASTELLO DI CASCIO Da qui procediamo in direzione di Castelnuovo Garfagnana ma dopo poche centinaia di metri svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Cascio, distante circa 5 km. dalla statale di fondovalle. Cascio e' una delle piu' famose fortezze della Garafagnana: fatta erigere nel 1615 da Alfonso III, rimangono due porte, un ampio tratto di mura e alcune torri; da quella piu' a valle si gode un ampio panorama sulla Media Valle del Serchio e su Barga. Presenta 5 torrioni semicircolari e due accessi. Spessa e di considerevole altezza, la cinta in pietra e' dotata di una scarpata sporgente e di cordolo. Sviluppata su un perimetro irregolare, essa e' scandita da cinque torrioni semicircolari sugli angoli, attrezzati con piazzole, cannoniere e garritte per le sentinelle. Ciascuna delle due porte di accesso al borgo, disposte in asse con la via principale, si presentano munite di corpo di guardia. Nella chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Lorenzo e Stefano, si conserva una terracotta raffigurante una "Madonna con Bambino" attribuita a Giovanni della Robbia che opero' a lungo nella vicina Barga.

Piazza al Serchio e' composta di piccoli borghi: a Borsigliana troviamo la chiesa di Santa Maria Assunta, in stile romanico che presenta sulla facciata un antico bassorilievo in pietra, proprio nel punto in cui vi era un vecchio portale di ingresso. All'interno della Chiesa troviamo un trittico quattrocentesco di Pietro da Talada, pittore del XV sec. Il fonte battesimale ed il tabernacolo sono del '500. A Petrognano si puo' ammirare la chiesa di San Biagio. Suggestivo edificio romanico attaccato ad un rilievo roccioso sul fondovalle, circondato dalle case del paese, risale al sec. X. A Piazza al Serchio troviamo Castelvecchio e Borgo Sala. Castelvecchio era un importante presidio militare di origine medioevale, del 1100. E' posto su un rilievo a strapiombo sul Serchio nei pressi dell'antico Borgo Longobardo di Sala. San Michele si trova a destra del fiume Serchio e' ed diviso dal Fosso dell'Acqua Bianca, uno dei due rami che danno origine al Serchio. Costituito da vecchie case in pietra ed uno stupendo ponte medioevale appartenne ai Malaspina. Nicciano si trova a 529 m. s.l.m. ed anticamente era detto "Nizzano". I monumenti piu' significativi di Nicciano sono il borgo e la Chiesa di San Matteo. Piazza Bassa e' un borgo antico dalle caratteristiche medioevali attraversato dalla ferrovia, nel quale si possono ritrovare alcune tipiche strutture quali un ponte non databile. Nel paese di Piazza al Serchio si puo' incontrare quello che oggi viene considerato un vero e proprio monumento: una vecchia locomotiva, divenuta simbolo del paese, che per lungo tempo ha fatto servizio sulla linea ferroviaria Lucca - Aulla, finché nel 1977 il progresso l'ha messa in pensione. Adesso si trova in bella mostra all'entrata del paese quasi a dare il benvenuto a chiunque voglia visitare il Comune. Ad evitarne la distruzione furono le autorita' ed i cittadini: reecentemente ristrutturata, e' collocata su un rilievo roccioso in posizione estremamente strategica. Il nome originario di Piazza al Serchio era Pieve di Castelvecchio, solo nel 1863 venne a chiamarsi con il nome attuale. Per la sua posizione geografica ha sempre rivestito una notevole importanza commerciale che, negli ultimi decenni, ha favorito l’espansione edilizia ed il sorgere di numerose aziende di tipo artigianale. Caratterizzano il paesaggio alcuni torrioni di roccia vulcanica detti "Doglioni", tra i quali il Serchio di Sillano ha scavato una stretta gola che evidenzia la struttura "a cuscini" della lava diabasica. ALTRA IMMAGINE DI PIAZZA AL SERCHIO E LE ALPI APUANE Piu' a valle, nella borgata di Petrognano, aggrappata ad uno sperone diabasico rossastro posto a picco sul Serchio, si puo' notare una singolare chiesetta intitolata a San Biagio. In paese si trova la chiesa parrocchiale di San Pietro, a lungo contesa tra i vescovi di Luna e quelli di Lucca, che era la piu' importante della zona visto che aveva la giurisdizione su trenta edifici religiosi: con facciata in pietra conserva al suo interno un dipinto su tela dei "Santi Pietro e Paolo" del XVIII secolo e una statuetta di San Pietro datata 1780.

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ALTRA VEDUTA DEL TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO

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CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI LORENZO E STEFANO A CASCIO

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CHIESA DEI SANTI LORENZO E STEFANO A CASCIO

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ALTRA VEDUTA DEL CASTELLO DI CASCIO

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ALTRA VEDUTA DEL TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO

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UN ANGOLO DEL CASTELLO DI CASCIO

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PORTA D'ACCESSO AL CASTELLO DI CASCIO

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ALTRA IMMAGINE DELLA PORTA DI ACCESSO AL CASTELLO DI CASCIO

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LA LOCOMOTIVA DI PIAZZA AL SERCHIO

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PIAZZA AL SERCHIO E LE ALPI APUANE

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PORTA D'ACCESSO AL CASTELLO DI GHIVIZZANO

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VEDUTA PANORAMICA DELLA CATENA DELLE APUANE: 1' IMMAGINE

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VEDUTA PANORAMICA DELLA CATENA DELLE APUANE: 2' IMMAGINE

Annotazioni storiche

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TORRE DEL CASTELLO DI GHIVIZZANO Storia di Ghivizzano - Ghivizzano, dalla fine del X (la più antica notizia risale al 983) alla seconda metà del XIV secolo fu feudo e giurisdizione dei Rolandinghi, poi dei Castracani che lo elessero a residenza familiare e a centro delle loro operazioni militari. La sua importanza crebbe notevolmente sotto Francesco Castracani degli Antelminelli, prima vicario poi conte di Coreglia, che dal 1329 al 1355 dimorò a lungo in questo castello con la moglie Giovanna e il figlio Filippo, quindi con la seconda moglie Tobiola dalla quale ebbe più figli. Dopo la sua morte, avvenuta violentemente per mano dei figli di Castruccio, conservando la giurisdizione su tutta la vicaria della montagna abitò a Ghivizzano Nicolao, figlio di Francesco, che ne fu cacciato nel 1369. Da allora Ghivizzano rimase pacifico possesso di Lucca, eccezion fatta per gli anni successivi al 1438 durante i quali, espugnato da Francesco Sforza, alleato di Firenze, divenne fino al 14 maggio 1441 un minuscolo potentato del famoso capitano. Poi tornò a far parte dello Stato lucchese. L’ingresso al paese è dato da una porta ad arco, cupa e solitaria, da cui si snodano la via piastronata che conduce al centro e la via Sossala (sub sala= sotto il palazzo), con cielo a volta illuminato solo da feritoie. Tale via avvolge il settore meridionale del castello, e dove si apre conduce ad ammirare archi, ripide scalette, ballatoi di legno sospesi, finestrini in mattone, torri divenute terrazze. La chiesa di S. Pietro, innalzata nel 994 dai Rolandinghi, restaurata e ingrandita in pieno periodo romanico dai Castracani, come tutt’oggi rivela la parte di mezzogiorno impegnò architetti e scultori, che dalla fusione della pietra col marmo trassero effetti resi superbi da figurazioni ovunque inserite a simboleggiare la fede di quell’epoca di ferro. Purtroppo però il mutare dei gusti e per ultimo un violento terremoto, sconvolsero la purezza dell’antico disegno, e solo dei particolari sopravvivono che fanno rimpiangere tante cose scomparse. Intatti però rimangono il campanile, la scalinata che conduce alla fortezza e la torre; e ben conservati, all’interno della chiesa di S. Pietro, quadri di ottima fattura e un tabernacolo antico, e nella chiesa di S. Antonio l’ambone di un pulpito e il fonte battesimale quattrocentesco.

Storia di Cascio - Il castello di Cascio esisteva già nel 968, quando la Contessa Willa, madre di Ugo, donava alle Monache di S. Ponziano di Lucca alcune terre ed olivi in "Cassio in montibus", colla conferma del patronato della chiesa dei SS. Stefano e Lorenzo, la quale anche nei secoli posteriori dipendeva da quel Monastero, e veniva indicata nei registri della Diocesi di Lucca come "locus Dominarum de Cascio". TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO Dalle Monache passò nei PP. Olivetani succeduti alle Suore, i quali permutarono nel 1615 la chiesa di Cascio in quella di S. Pietro a Nocchi presso Camaiore. Nel secolo XIII questa Terra aveva un monastero di Suore Agostiniane. Sappiamo che nel 1227 il Vescovo di Lucca Opizzone confermava la scelta della Prioria del Convento di S. Anna di Cascio in Garfagnana e univa nell'anno stesso la chiesa di S. Michele di Brancoli alla casa delle Suore del Monastero o Romitorio di S. Anna di Cascio. Ebbe qui dimora una famiglia di monaci, con attribuzioni parrocchiali: questa cura di anime, peraltro esercitata da religiosi sudditi della Repubblica di Lucca, spiaceva agli Estensi, i quali si adoperarono tanto col Vescovo di Lucca, che lo indussero a crearvi invece una parrocchia, cui, per ragioni facili ad intendersi, preposero un sacerdote loro soggetto. Le sorti politiche di questo Castello non furono differenti da quelle dei paesi limitrofi, che costituivano la Vicaria di Trassilico. Palleggiati ad ogni momento fra la Repubblica di Lucca e gli Estensi, ebbero a soffrire assalti, oppugnazioni, scorrerie e danni non piccoli, specialmente nelle lotte lunghe e accanite del secolo XVII. E Cascio sopra tutti, che amava meglio il Governo vicino dei Lucchesi che non il lontano degli Estensi, fu nel 1615 costretto ad erigere a sue spese le mura di cinta e le torri di difesa ordinate dal Duca Alfonso III per assicurarsi vieppiù il dominio del Castello, e per punirlo della ribellione, cui i suoi interessi e i suoi amori lo avevano spinto.

Storia di Piazza al Serchio - Piazza al Serchio si trova nel punto di confluenza delle strade che collegano la Garfagnana con L'Emilia e la Lunigiana: è caratterizzato da numerose piccole frazioni, quasi tutte racchiuse entro i due rami originali del fiume Serchio: Soraggio e Minucciano. Le origini di questo centro si perdono nell'epoca preromana, anche se reperti archeologici documentano l'insediamento nell'età Longobarda. Durante il Medioevo Piazza al Serchio conobbe un periodo di forte espansione economica, favorita dall'ottima posizione geografica che gli consentì un notevole sviluppo dei centri abitati. Sul territorio si esercitarono due autorità civili: quella del Vescovo di Lucca, fino al 1700, e quella del Duca di Modena che governò fino all'Unità d'Italia. Per quanto riguarda l'autorità spirituale Piazza al Serchio era sotto la Diocesi di Luni. Fino al 1863 il Comune veniva chiamato "Pieve di Castelvecchio", da un antico castello medioevale "castrum vetus", posto sopra un "doglione", ossia uno dei grossi coni di materiale vulcanico che emergono dal letto del fiume. Il nome Piazza al Serchio deriverebbe da un ampio spazio chiamato appunto Piazza, adibito, nel Medioevo, a mercati periodici che si trovava nella zona dell'attuale Stazione Ferroviaria, successivamente sarebbe stato aggiunto a "Piazza" il nome del fiume. CHIESA DI SAN PIETRO A PIAZZA AL SERCHIO Si racconta che proprio di fronte a questo spazio sorgeva una Pieve molto importante la quale aveva ben 30 chiese sotto la sua giurisdizione ecclesiastica, distribuite sul territorio della Garfagnana. Della vecchia Pieve rimane solo la campana del 1271, rinvenuta durante scavi recenti, e posta attualmente nella chiesa parrocchiale.

La meta del percorso

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CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO A GHIVIZZANO

Personaggi che hanno fatto la storia di Ghivizzano

Paolo Guinigi (1376 - 1432)- Figlio di Francesco Guinigi e di Filippa Serpenti, ultimo di cinque fratelli maschi dopo la morte prematura degli altri quatto accentrò in sé il patrimonio ed il potere della famiglia paterna e la fortuna economica della madre e della prima moglie Caterina Antelminelli entrambe eredi di Castruccio Castracani. Al momento della sua ascesa al potere, nel 1400, poteva vantare di essere l’ideale successore del duca di Lucca. Morta Caterina Antelminelli nel 1403 Paolo prese in moglie Ilaria del Carretto (famoso è il monumento funebre che gli fece fare il marito e che ora è custodito nel Duomo di Lucca), figlia di Carlo signore di Finale Ligure, da cui ebbe il primo figlio Ladislao. Successivamente ebbe modo di sposarsi altre due volte con Piagentina da Varano, figlia del signore di Camerino e Iacopa di Corrado de’ Trinci signore di Foligno. Paolo amministrò saggiamente lo Stato con l’esperienza che gli proveniva dalle attività commerciali familiari, cercò di favorire la pacificazione interna e la ripresa economica e incentivò le opere pubbliche. Ebbe una chiara consapevolezza della realtà e della politica estera che Lucca poteva sostenere senza coltivare sogni utopici. Amò circondarsi di cose belle e preziose come molti signori del suo tempo. Ebbe una discreta biblioteca, fu un attivo committente di artisti. Le sue disavventure politiche furono determinate forse dalla eccessiva prudenza dimostrata nei rapporti fra i nemici e gli alleati italiani finendo con il farsi disprezzare da entrambi, perdendo la stima anche di quei concittadini che ne avevano appoggiato l’ascesa. Al momento della deposizione nel 1430 la Repubblica si dimostrò eccessivamente vendicativa nei suoi confronti processandolo, condannandolo a morte in contumacia, confiscando e disperdendo i suoi beni fra cui i notevoli arredi che si trovavano nel Palazzo. Paolo morì nel 1432 prigioniero del duca di Milano nel castello di Pavia.

Francesco Castracani (Francesco degli Antelminelli) Conte di Coreglia Antelminelli. Signore di Lucca, Ghivizzano, Borgo a Mozzano. Cugino di Castruccio, zio di Arrigo e di Valeriano. Settembre 1320: milita al servizio del cugino Castruccio Castracani, è presente alla sottomissione di Levanto. Settembre 1322: viene nominato podestà di Arezzo per un anno. 1327: alla guardia di Fabriano per conto di Nolfo da Montefeltro; combatte i pontifici ed i guelfi dell'Italia centrale. Nel secondo semestre ricopre l'incarico di podestà di Buggiano. 1328: è eletto capitano della Val di Nievole. Marzo 1329: ottiene da Ludovico il Bavaro il vicariato di Lucca dietro l'esborso di 22000 fiorini. Aprile 1329: rimane a Lucca con 400 cavalli, allorché l'imperatore parte dalla Toscana per trasferirsi in Lombardia. Viene attaccato da Marco Visconti, dai figli di Castruccio Castracani e dalla compagnia tedesca, già militante al servizio degli imperiali, accampata a Ceruglio (Montecarlo). Scacciato dalla città, si reca in Lombardia: si ferma a Pontremoli; tocca Terenzo, Collecchio, Bianconese, Sissa; attraversa il Po e giunge a Marcaria in attesa di Luigi Gonzaga e di Cangrande della Scala. Giugno 1330: si allea con il nuovo signore di Lucca Gherardino Spinola per contrastare i fiorentini. Si muove in soccorso di Montecatini. Al campo litiga con lo Spinola ed in un alterco quest'ultimo viene ferito da un suo familiare. Fugge a Borgo a Buggiano con alcuni suoi seguaci, mentre altri suoi fautori saranno giustiziati a Lucca. Ottobre 1335: Viene nominato da Giovanni di Boemia suo vicario in Coreglia Antelminelli. 1333 / 1339: milita per gli scaligeri contro i fiorentini. Febbraio 1341: alleato con i pisani, tenta di togliere Lucca a Mastino della Scala ed organizza nella città un complotto nel quale sono coinvolti Ritrilla degli Uberti ed altri 13 cittadini. La congiura viene scoperta dal vicario Guglielmo Scannacci, che cattura i responsabili. Aprile 1341: è attaccato dagli scaligeri nei suoi territori in Garfagnana e gli sono tolte numerose terre. CHIESA DI SANT'ANTONIO A GHIVIZZANO Ridotto a mal partito, viene soccorso da Luchino Visconti, che gli invia 200 cavalli, e dal signore di Mantova Luigi Gonzaga con altri 100. Agosto 1341: si trova a Ponte a Moriano con Arrigo Castracani, dopo tre giorni, ottiene probabilmente per trattato, il castello di Montecarlo e si congiunge con i pisani. Prende la strada di Lucca ed assedia Porcari, che cade nelle sue mani in due giorni. Punta su Lucca. Settembre 1341: si trovca all'assedio di Lucca. Ottobre 1341: con Ciupo Scolari, sconfigge sotto Lucca i fiorentini, capitanati da Maffeo da Pontecarali. Ha il comando di 400 cavalli e con tali uomini ha il compito di impedire che gli abitanti escano dalla città e si uniscano con gli avversari; quando vede i pisani in difficoltà, ricorre con lo Scolari ad uno stratagemma ed ordina ai suoi saccomanni di infilarsi nelle file nemiche e di spargere la voce che la loro avanguardia è in rotta. I soldati della retroguardia vedono i loro commilitoni in movimento e pensano che si siano veramente messi in fuga: sorge un tale disordine tra i fiorentini, che la paura si trasmette anche ad altre schiere. Luglio 1342: i lucchesi si arrendono ai pisani. Marzo 1343: viene ricompensato dai pisani con l'esazione delle gabelle di Bagno a Corsena per quindici anni. Febbraio 1344: appoggia i pisani molestati dai fuoriusciti e dai viscontei. Aprile 1344: con Matteo Fringuelli, affronta presso la torre di San Romano Benedetto Maccarone dei Gualandi; assale all'alba gli avversari e li sbaraglia in breve tempo; la maggior parte di costoro è uccisa o fatta prigioniera. Agosto 1344: passa alla difesa di Castiglione di Garfagnana; con Carlino Tedici e lo Scolari (300 cavalli e 600 fanti), supera la linee nemiche. Aggredisce all'improvviso i viscontei e li mette in fuga: numerosi sono i prigionieri che sono svaligiati di armi e di cavalcature. Occupa una collina vicina, lasciata senza sorveglianza dagli avversari, e vi si fortifica con trincee e steccati. Gennaio 1345: si trova a Lucca con l'imperatore Carlo di Boemia, che lo nomina conte palatino e gli rinnova il feudo di Coreglia Antelminelli. Giugno 1350: si trova nel Regno di Napoli e combatte per conto degli angioini le truppe del re Ludovico d'Ungheria. Settembre 1350: il papa Clemente VII lo ringrazia ufficialmente con Giovanni di Asperg, per l'appoggio fornito alla regina di Napoli Giovanna d'Angiò contro gli ungheri. Fabbraio 1351: si trasferisce nel reggiano e si accampa a Santo Stefano, nei pressi del capoluogo. Luglio 1351: si collega con gli Ubaldini, Nolfo da Montefeltro, i conti di Santa Fiora, il conte Guglielmo Spadalunga, i Tarlati, gli Ubertini, i Pazzi di Valdarno, il conte Tano da Montecarelli per lottare contro i fiorentini. Maggio 1352: fronteggia i fiorentini in Lunigiana ed in Garfagnana. Con l'aiuto dei pisani occupa le rocche di Coreglia Antelminelli e di Sorana che consegna loro. Luglio 1352: ricevuti in soccorso dai viscontei 300 cavalli, assedia Barga e la stringe con più bastie. I fiorentini offrono la signoria della città ai pisani; il signore di Milano si oppone a tale soluzione. Ottobre 1352: da Pistoia gli si muove contro Raimondo Lupo con 600 barbute e 2000 fanti. Il Castracani si scontra con costoro a Borgo a Mozzano alla testa di 300 cavalli e di 1500 fanti: in meno di un'ora è sconfitto ed è costretto a riparare ad Uzzano con la perdita delle salmerie, di 50 uomini e della cattura di altri 150 soldati. Gennaio 1353: è a Sarzana, per i negoziati di pace con i fiorentini. E' costretto a distruggere il castello di Tereglio, di cui si è impadronito l'anno precedente. Maggio 1354: milita al servizio di Giovanni Visconti. Gli è dato il comando, con Galeazzo e Bernardino Pio, di 2500 barbute e di 4000 fanti, fra i quali vi sono almeno 400 guastatori. Si dirige su Rivolta d'Adda, Reggio Emilia e Modena e si attenda sulla riva destra del Secchia. Compie alcune scorrerie nel mantovano e devasta San Lazzaro. Giugno 1354: invade il modenese; tocca Saliceto Buzzalino e San Marone. Luglio / settembre 1354: ottiene i castelli di Spezzano e di Fiorano Modenese. Assedia invano Modena; è obbligato a ritirarsi in Reggio Emilia di fronte alla Grande Compagnia del conte Lando. Gennaio 1355: rientra a Pisa e favorisce la fazione dei raspanti; quella dei bergolini viene, al contrario, appoggiata dai nipoti Arrigo e Valeriano. Marzo 1355: si trova a Siena per conto dell'imperatore Carlo di Boemia allorché nella città è mutato lo stato dei Nove. Aprile 1355: raduna truppe in Garfagnana, per muovere contro Pisa a favore della fazione dei raspanti, che sono stati espulsi dalla città. Giugno 1355: giunge a Pisa, dove Carlo di Boemia arma cavalieri i figli Giacomo e Giovanni: è forzato ad allontanarsi dalla città con i nipoti Arrigo e Valeriano, che egli ha a lungo ingannato. A Massa viene raggiunto dai congiunti, che cerca di convincere a trasferirsi in Lombardia. E' ucciso nottetempo a colpi di spada alle gambe ed alla testa da Arrigo e da Valeriano Castracani, mentre il figlio Giacomo ed il genero sono feriti nel tentativo di difenderlo. Viene sepolto a Lucca nella chiesa di San Francesco.

Localita' importanti nel percorso

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ALTRA IMMAGINE DEL CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO A GHIVIZZANO

Manifestazioni

Incontro con i prodotti tipici "Le Contee del Farro": nel mese di agosto.

Ghivizzano - 17 settembre: norcini a casrtello e giochi e leggende nel castello. La mattina nella suggestiva scenografia del borgo medievale di Ghivizzano Castello verrà proposta l’antica arte del norcino, con una serie di punti di degustazione, lungo le caratteristiche vie del borgo, che esaltano il fascino e i profumi di quest’antico mestiere. A questo straordinario percorso, tra sapori, storia e tradizione nel pomeriggio il gruppo storico organizzerà giochi medievali per ragazzi e spettacoli di gruppi storici.

24 settembre: giornata nazionale dei castellli. Il Gruppo Storico organizza gratuitamente visite guidate in costume al castello.

16 dicembre Presepe Vivente dalle ore 19.30 in poi. Il paese si anima di tanti mestieri (piu o meno 100) dei primi del '900 con circa 150 figuranti, seguirà il passaggio della Sacra Famiglia per le vie del paese e la nascita del Bambino nella capanna allestita sotto la torre di Castruccio con la discesa dell'Angelo dalla torre stessa.

Cascio - Sagra della Criscioletta. Tutti gli anni, durante il fine settimana antecedente al giorno di San Lorenzo, patrono del paese, si svolge la tradizionale festa paesana dedicata alla criscioletta. Questo evento avviene fin dal 1969 e pone la manifestazione fra le più antiche Sagre della Garfagnana. Centinaia sono le persone che approfittano di questo appuntamento per riscoprire il sapore della vera "Criscioletta" realizzata secondo la ricetta tramandata oralmente e con metodo di cottura tradizionale su fornelli a carbone. ANCORA IL CASTELLO DI CASCIO Vengono inoltre utilizzate le cotte forgiate che conferiscono una cottura più uniforme all'alimento. La manifestazione si propone inoltre come momento di aggregazione e di svago con ampi spazi dedicati all'intrattenimento. Piazza al Serchio - Fiera di San Pietro: ultima domenica di giugno

Rassegna delle bande musicali della Garfagnana: nel mese di luglio

Festa Medievale "Dal Ponte al Castello": Borgo San Michele, nel mese di luglio

Incontro con i prodotti tipici "Le Contee del Farro": nel mese di agosto

Gastronomia del percorso

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Crisciolette di Cascio - Le crisciolette sono grosse cialde, simili ai "necci", di spessore modesto, circa 2 - 3 mm. L’impasto è ottenuto unendo farina di granturco e farina di grano. Si consumano ben calde con aggiunta di fette di pancetta dopo la cottura. ANGOLO FORTIFICATO DEL CASTELLO DI CASCIO Le due farine setacciate vengono poste in un recipiente aggiungendo acqua e un pizzico di sale e lavorate fino ad ottenere un composto abbastanza denso. Si versano poi 2-3 cucchiai da minestra del composto su delle piastre di acciaio ben calde e preventivamente spennellate di olio, dette "testi", mettendo sopra la cialda le fette di pancetta. Dopo 2 - 3 minuti si tolgono dal fuoco e si consumano ben caldi. Le crisciolette di Cascio sono cialde ottenute grazie alla cottura nei "testi" (tipiche piastre della Garfagnana e della Lunigiana) di un particolare impasto dato dall’unione di farina di grano tenero e granturco. Le crisciolette sono conosciute esclusivamente a Cascio. Vengono tradizionalmente preparate in casa per festività e ricorrenze o in occasione di sagre e feste paesane. Il prodotto non viene venduto, pertanto non è stimabile la quantità prodotta annualmente.

Torta di farro di Piazza al Serchio - Si tratta di una torta salata dal diametro variabile dai 20 ai 40 cm. Ha colore marrone brunito all’interno e più chiaro, nella parte esterna. È compatta ed ha un forte odore di pecorino e spezie. Nella fetta sezionata si possono notare i chicchi di farro amalgamati nell’impasto, alternati alle erbette. Il farro viene cotto in acqua con un pizzico di sale. Dopo circa 20 minuti si scola, si fa raffreddare e si amalgama con uova, ricotta, pecorino grattugiato, prezzemolo, erbette aromatiche, sale e pepe. Si dispone l’impasto in una teglia precedentemente ricoperta di pasta e si inforna a 180°C per circa 45 minuti. Il farro è un cereale da sempre molto usato in Garfagnana, tanto che un tempo la sua farina sostituiva quella di grano in molte preparazioni. Le famiglie contadine usavano fare le torte di farro in occasione di feste e cerimonie importanti. La torta di farro è molto conosciuta in Garfagnana dove il riconoscimento della Igp del farro la rende ancora più apprezzata da parte dei consumatori. Se ne producono circa 140 quintali all’anno nei 30 forni dei diversi comuni garfagnini. La vendita avviene totalmente in zona, sia a privati, sia a ristoratori e negozi locali

Geologia del percorso

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I DOGLIONI DI PIAZZA AL SERCHIO I Doglioni di Piazza al Serchio - Sono formati da ofiolite, testimonianza delle più remote vicende geologiche che portarono alla formazione dell’Appennino; rappresenta, infatti, i resti di materiali rocciosi che nel Giurassico (periodo dell’era secondaria compreso tra 195 e 135 milioni di anni fa) formavano i fondali dell’antico oceano Tetideo. E’ un ambiente estremo, che, tuttavia, ospita una flora specializzata a vivere su questi particolari substrati grazie a specifici adattamenti: si tratta di piante rupicole, di ambienti aridi, che, per favorire l’assorbimento dell’acqua e dei nutrienti, presentano dimensioni contenute, organi aerei ridotti e aderenti al substrato, radici allungate e robuste; inoltre, per affrontare il pericolo di essiccamento, accumulano liquido nei loro tessuti e, per meglio riflettere la luce e ridurre la traspirazione, sviluppano foglie ricoperte di peli e strettamente lineari, spesso rivestite di sostanze a funzione idrofoba. Meritano di essere ricordati anche i molti licheni, veri e propri colonizzatori di substrati ostili, che svolgono l’importantissimo ruolo di disgregazione delle rocce e di preparazione del terreno per l’insediamento di altri organismi vegetali

Ghivizzano dal Dizionario Corografico della Toscana del Repetti

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Ghivizzano dal Dizionario Corografico della Toscana del Repetti

Il Dizionario Corografico della Toscana è stato stampato nel 1845 e costituisce la base fondamentale di tutta la storia e la geografia della Toscana: vi sono indicati tutte le città e i paesi della nostra regione in ordine alfabetico; ritengo fare cosa utile pubblicare quello che riporta su Ghivizzano e, anche se il linguaggio è quello di 150 anni (tanto per dire non si parla di Toscana ma di Granducato di Toscana), credo che leggere queste righe sia veramente affascinante.

Ghivizzano nella Valle del Serchio. - Castello con parrocchia (SS. Pietro e Paolo, già S. Martino) nel priorato, Comunità Giurisdizione e 3 miglia toscane a ostro di Coreglia, Diocesi e Ducato di Lucca. È situato sopra un poggio bagnato a levante dal fosso Sovicchiana, e a ponente dal Sigone, entrambi confluenti nel Serchio che gli passa un buon miglio toscano a libeccio, mentre una fertile pianura resta fra mezzo ai tre corsi di acqua. Fu il Castello di Ghivizzano signoria speciale di Castruccio Antelminelli di Lucca, che vi ampliò il palazzo de' suoi antenati. Anteriormente a quell'età Ghivizzano faceva parte dei feudi de' Rollandinghi di Loppia, dal cui piviere dipendeva la chiesa di S. Martino di Ghivizzano. Poco dopo mancato Castruccio, Ghivizzano con il territorio di Coreglia fu occupato dall'oste fiorentina, alla quale fu ripreso nel 1352 da Francesco Castracani, da quello stesso dinasta, cui Carlo IV nel 1356 confermò con titolo di contea il feudale possesso del distretto di Coreglia e del Borgo a Mozzano, compreso il castello e distretto di Ghivizzano. Ritornò il castello medesimo nel 1386 sotto il dominio di Lucca, ma fu assalito e preso di nuovo nel 1437 dalle armi fiorentine sotto il comando del conte Francesco Sforza, cui, mercè la pace del 1438, venne assegnata la contea di Coreglia. Se non che egli, nel 1441, rivendè il territorio medesimo alla Rep. di Lucca, per la qual cessione gli abitanti di Ghivizzano con tutti gli altri della Vicarìa di Coreglia, nel 14 maggio del 1441, prestarono giuramento di fedeltà, mediante i loro sindachi agli Anziani di Lucca. La parrocchia de'SS. Pietro e Paolo a Ghivizzano nel 1832 contava 517 abitanti. Si aggiunga: fu da Ghivizzano un messer Lando del fu Salvi mercante lucchese, stato segretario e agente del magnifico Gherardo Spinola, mentre questi nel 1329 era Signore di Lucca, il quale Lando dopo varie ricerche per trovare a cambio 40,000 fiorini d'oro, onde compire il pagamento dei 60,000, che i Tedeschi richiedevano al suo padrone innanzi di rilasciargli la città di Lucca, finalmente riescì nell'intento di ottenere la richiesta somma da quattro ricchi genovesi, Pietro Bassi, Bonifazio Cybo, Paolino de'Mari, e Giannotto Gentili, con obbligo di doverla restituire dentro un anno, e di consegnare loro a titolo di pegno le fortezze di Pietrasanta, di Massa di Lunigiana, di Camajore e di Pedona.

Cascio dal Dizionario Corografico della Toscana del Repetti

Il Dizionario Corografico della Toscana è stato stampato nel 1845 e costituisce la base fondamentale di tutta la storia e la geografia della Toscana: vi sono indicati tutte le città e i paesi della nostra regione in ordine alfabetico; ritengo fare cosa utile pubblicare quello che riporta su Cascio e, anche se il linguaggio è quello di 150 anni (tanto per dire non si parla di Toscana ma di Granducato di Toscana), credo che leggere queste righe sia veramente affascinante.

PANORAMA DI CASCIO Cascio (Cascium, già Cassium) nella Valle del Serchio, Garfagnana Estense. Castello con chiesa parrocchia (SS. Stefano e Lorenzo) un dì nel piviere di Gallicano, oggi nella Comunità e un miglio toscano a settentrione di Molazzana, Giurisdizione di Trassilico, Diocesi di Massa ducale, già di Lucca, Ducato di Modena. È posto alla destra del Serchio sopra il monte omonimo dirimpetto a Barga. Il suo nome di provenienza romana indica l'antichità di questo luogo, al quale però dubito che volesse riferire, anzi che al Cassio sull'Appennino della Cisa, quel Cassio dei coloni Lucchesi rammentato nella tavola Velleiate; o se di questo Cassio intendesse parlare, all'anno 766 il fondatore del monastero di S. Bartolommeo di Pistoja. Non vi è dubbio però che questo di Garfagnana non fosse il Cassio in Montanis rammentato dalla contessa Wilma madre del G. C. Ugo, nell'occasione che donò nel 968 alle monache di S. Ponziano di Lucca alcune terre con vigne e ulivi posti in Cascio confermando loro il padronato della chiesa de' SS. Stefano e Lorenzo; chiesa che anche nei secoli posteriori dipendeva da quel monastero, cosicchè negli antichi registri della diocesi di Lucca trovasi segnalata, come Locus Dominarum de Cascio. Dalle monache passò ai Padri Olivetani subentrati in S. Ponziano sino a che, nel 1615, permutarono la chiesa di Cascio con quella di S. Pietro a Nocchi. Il castello di Cascio nel 1615 fu cinto di mura e torrioni a spese dei terrazzani, in pena di essersi ribellati poco innanzi al dominio Estense per darsi ai Lucchesi. La parrocchia de' SS. Stefano e Lorenzo a Cascio conta 323 abitanti. Si aggiunga: si fa menzione di questo luogo di Cascio in due pergamene lucchesi del 21 maggio 903, e del 1 settembre 904, mentre la sua chiesa parrocchiale di S. Stefano a Cascio è ricordata in un contratto di affitto del 21 maggio 908 fatto dalle monache di S. Ponziano fuori di Lucca consistente in beni della loro chiesa di S. Stefano sita loco et finibus Cascio.

Piazza al Serchio dal Dizionario Corografico della Toscana del Repetti: il paese allora si chiamava Piazza di Garfagnana o Castelvecchio di Sala

Il Dizionario Corografico della Toscana è stato stampato nel 1845 e costituisce la base fondamentale di tutta la storia e la geografia della Toscana: vi sono indicati tutte le città e i paesi della nostra regione in ordine alfabetico; ritengo fare cosa utile pubblicare quello che riporta su Piazza al serchio e, anche se il linguaggio è quello di 150 anni (tanto per dire non si parla di Toscana ma di Granducato di Toscana), credo che leggere queste righe sia veramente affascinante.

Piazza di Garfagnana nella Valle superiore del Serchio. Piccolo Villaggio ch'ebbe nome di Castello con pieve antica (S. Pietro) in cui è compreso il distretto della Villetta di Sala stata feudo dei vescovi di Lucca, ora capoluogo di Comunità nella Giurisdizione e circa tre miglia toscane a maestrale di Camporgiano, Diocesi di Massa Ducale gia di Luni Sarzana, Ducato di Modena. Risiede sopra la confluenza de' due Serchi, di quello cioé che scende dall'Appennino di Sillano, appellato il Serchio di Soraggio, e dal torrente di S. Michele che precipita dall'Alpe Apuana del Pisanino, chiamato il Serchio di Minucciano. Costà alla confluenza dei due Serchi è il Villaggio o piuttosto la pieve di Piazza ed ivi incominciano a comparire lungo il fiume pittoresche guglie ofiolitiche, le quali guglie continuano innalzarsi in figura conica lungo il corso del Serchio da Piazza perfino sotto al castelletto della Sambuca. La pieve di S. Pietro di Piazza corrisponde a quella di S. Pietro di castello che i Pontefici Eugenio III nel 1149 e Innocenzo III nal 1202 confermarono ai vescovi di Luni con il suo distretto e giurisdizione spirituale, mentre rispetto alla giurisdizione civile porzione di essa contrada fu donata ai vescovi di Lucca dall'Imperatore Arrigo VI con privilegio del 20 luglio 1194 confermato nel 1209 da Ottone IV, e nel 1355 da Carlo IV. Infatti la Comunità di Piazza nel sec. XIV corrispondeva al Commune Plebis Castelli designato nella bolla d'oro. La pieve di Piazza allora era matrice di 30 chiese non compresa la plebana cioé: 1. S. Biagio a Petrognano; 2. S Michele a S. Michele (entrambe sassidiali della pieve); 3 S. Margherita a Gragnana (cappellania curata sottoposta al parroco di Nicciano); 4. S. Donnino a S. Donnino; 5. e 6 S. Antonio abbate a Pontecchio (cappellania curata dipendente dal parroco di Magliano con l'annesso di Vergnano); 7. Natività di Maria SS. a Capoli, (cappellania curata del parroco precedente); 8. S. Giacomo a Camporgiano, prioria; 9 Cassiano a Dalli di sopra.10. S. Sabina a Dalli di Sotto, (sussidio della cura precedente); 11 e 12. S. Matteo a Nicciano con l'annesso di Corti; 13. SS. Vincenzio e Anastasio a S. Anastasio attualmente arcipretura; 14. S. Leanardo a Cogna; 15. S. Tommaso a Casciana; 16. S. Pellegrino a Cascianella; 17. S. Maria a Borsigliana; 18. S. Giovan Battista a Orzaglia; 19. S. Andrea a Caprignana; 20. S. Ilaria Assunta a Puglianella; 21 S. Romano a S. Romano, attualmente prepositura; 22. S. Bartolommeo a Roggio; 23. S. Maria Assunta a Vitojo; 24. S. Lorenzo a Vagli di sopra; 25. S. Regolo a Vagli di sotto; 26. S. Stefano a Rocca Alberti; 27. e 28. S. Lorenzo a Verrucole con l'annesso di Vibbiana; 29. S. Croce a Naggio (sussidiale di S. Romano): 30. S. Gio. Battisla a Livignano. PIAZZA AL SERCHIO E IL MONTE PISANINO Pertanto il vasto perimetro dell'antico piviere di S. Pietro di Piazza trovasi compreso nella porzione della valle superiore del Serchio, che appellasi (attualmente Garfagnana alta, e che un di probabmeolent fece parte del contado Lunense, nel quale era la chiave che abbracciava il territorio donde si schiudono le due montuose ed impervie valli del Serchio occidentale e della Magra orientale, serrate fra i più alti gioghi dell'Appennino toscano e le ripide scogliere dell'Alpe Apuana. La Comunità attuale di Piazza si compone delle seguenti dieci sezioni, le quali nel 1832 tutte insieme avevano una popolazione di 1745 abitanti, come appresso:

Popolazione della comunità di Piazza nella Garfagnana alta, divisa per sezioni, all'anno 1832.

- Nome del luogo: Sez. 1. di Piazza a Sala, abitanti n° 197

- Nome del luogo: Sez. 2. di S. Anastasio, abitanti n° 212

- Nome del luogo: Sez. 3. di Gragnana e Nicciano, abitanti n° 205

- Nome del luogo: Sez. 4. Di Nicciano a Corti, abitanti n° 295

- Nome del luogo: Sez. 5. Di Livignano, abitanti n° 104

- Nome del luogo: Sez. 6. Di Borsigliana e Verbiano, abitanti n° 191

- Nome del luogo: Sez. 7. Di S. Michele, abitanti n° 100

- Nome del luogo: Sez. 8. Di S. Donnino, abitanti n° 154

- Nome del luogo: Sez. 9. Di Cogna, abitanti n° 179

- Nome del luogo: Sez. 10. Di Petrognano, abitanti n° 108

- Totale, abitanti n° 1745

Ristoranti in zona

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Nome

Localita'

Telefono

Note

Agriturismo 'Al Sambuco'

Frazione Nicciano - Piazza al Serchio

0583 / 666213

 

Agriturismo 'Campagnola'

Località Camapagnola - Piazza al Serchio

0583 / 605657

 

Gianassi

Piazza della Stazione,1 - Piazza al Serchio

0583 / 605803

 

Il Pisanino

Piazza Giovanni XXIII,6 - Piazza al Serchio

0583 / 696208

 

La Bionda

Località Ca' di Matteo - Cascio

0583 / 74189

 

La Cantina

Via Nazionale,193 - Ghivizzano

0583 / 77078

Chiuso il lunedì

Alberghi in zona

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Nome

Localita'

Telefono

Note

Agriturismo 'Al Molino della Luna'

Via al Molino,2 - Piano di Coreglia

0583 / 77123

2 spighe qualità della Regione Toscana - 6 posti letto

Agriturismo 'Al Sambuco'

Frazione Nicciano - Piazza al Serchio

0583 / 666213

3 spighe qualità della Regione Toscana - 14 posti letto

Agriturismo 'Campagnola'

Località Campagnola - Piazza al Serchio

0583 / 605657

2 spighe qualità della Regione Toscana - 10 posti letto

Agriturismo 'Granciglia'

Frazione Sassi - Molazzana

0587 / 53163

 

Bertolini

Via Roma,42 - Piazza al Serchio

0583 / 696040

 

Il Pisanino

Piazza Giovanni XXIII,6 - Piazza al Serchio

0583 / 696208

 

Altre immagini del percorso

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Altre immagini del percorso

CASA NATALE DEL CARDINALE CAMILLI A GHIVIZZANO

CASA NATALE DEL CARDINALE CAMILLI A GHIVIZZANO

Casa natale del Cardinale Camilli a Ghivizzano

  

Immagine: PANORAMA DI CASCIO

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PANORAMA DI CASCIO

PANORAMA DI CASCIO

Panorama di Cascio

Immagine: ALTRA VEDUTA DEL TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO

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ALTRA VEDUTA DEL TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO

ALTRA VEDUTA DEL TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO

Altra veduta del torrione del castello di Cascio

Immagine: CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI LORENZO E STEFANO A CASCIO

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CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI LORENZO E STEFANO A CASCIO

CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI LORENZO E STEFANO A CASCIO

Campanile della chiesa dei Santi Lorenzo e Stefano a Cascio

Immagine: CHIESA DEI SANTI LORENZO E STEFANO A CASCIO

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CHIESA DEI SANTI LORENZO E STEFANO A CASCIO

CHIESA DEI SANTI LORENZO E STEFANO A CASCIO

Chiesa dei Santi Lorenzo e Stefano a Cascio

Immagine: CASTELLO DI CASCIO

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CASTELLO DI CASCIO

CASTELLO DI CASCIO

Castello di Cascio, una delle più famose fortezze della Garafagnana: fatta erigere nel 1615 da Alfonso III, ne rimangono due porte, un ampio tratto di mura e alcune torri

Immagine: ALTRA VEDUTA DEL CASTELLO DI CASCIO

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ALTRA VEDUTA DEL CASTELLO DI CASCIO

ALTRA VEDUTA DEL CASTELLO DI CASCIO

Altra veduta del castello di Cascio: presenta 5 torrioni semicircolari e due accessi. Spessa e di considerevole altezza, la cinta in pietra è dotata di una scarpata sporgente e di cordolo. Sviluppata su un perimetro irregolare, essa è scandita da cinque torrioni semicircolari sugli angoli, attrezzati con piazzole, cannoniere e garritte per le sentinelle. Ciascuna delle due porte di accesso al borgo, disposte in asse con la via principale, si presentano munite di corpo di guardia

Immagine: TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO

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TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO

TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO

Torrione del Castello di Cascio. Il castello di Cascio esisteva già nel 968, quando la Contessa Willa, madre di Ugo, donava alle Monache di S. Ponziano di Lucca alcune terre ed olivi in "Cassio in montibus"

Immagine: ALTRA VEDUTA DEL TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO

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ALTRA VEDUTA DEL TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO

ALTRA VEDUTA DEL TORRIONE DEL CASTELLO DI CASCIO

Altra veduta del torrione del castello di Cascio

Immagine: ANCORA IL CASTELLO DI CASCIO

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ANCORA IL CASTELLO DI CASCIO

ANCORA IL CASTELLO DI CASCIO

Ancora il castello di Cascio

Immagine: UN ANGOLO DEL CASTELLO DI CASCIO

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UN ANGOLO DEL CASTELLO DI CASCIO

UN ANGOLO DEL CASTELLO DI CASCIO

Un angolo del castello di Cascio

Immagine: ANGOLO FORTIFICATO DEL CASTELLO DI CASCIO

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ANGOLO FORTIFICATO DEL CASTELLO DI CASCIO

ANGOLO FORTIFICATO DEL CASTELLO DI CASCIO

Angolo fortificato del castello di Cascio

Immagine: PORTA D'ACCESSO AL CASTELLO DI CASCIO

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PORTA D'ACCESSO AL CASTELLO DI CASCIO

PORTA D'ACCESSO AL CASTELLO DI CASCIO

Porta d'accesso al castello di Cascio

Immagine: ALTRA IMMAGINE DELLA PORTA DI ACCESSO AL CASTELLO DI CASCIO

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ALTRA IMMAGINE DELLA PORTA DI ACCESSO AL CASTELLO DI CASCIO

ALTRA IMMAGINE DELLA PORTA DI ACCESSO AL CASTELLO DI CASCIO

Altra immagine della porta di accesso al castello di Cascio

Immagine: PORTA D'ACCESSO AL CASTELLO DI GHIVIZZANO

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PORTA D'ACCESSO AL CASTELLO DI GHIVIZZANO

PORTA D'ACCESSO AL CASTELLO DI GHIVIZZANO

Porta d'accesso al castello di Ghivizzano

Immagine: CASTELLO DI GHIVIZZANO

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CASTELLO DI GHIVIZZANO

CASTELLO DI GHIVIZZANO

Castello di Ghivizzano

Immagine: TORRE DEL CASTELLO DI GHIVIZZANO

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TORRE DEL CASTELLO DI GHIVIZZANO

TORRE DEL CASTELLO DI GHIVIZZANO

Torre del castello di Ghivizzano

Immagine: CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO A GHIVIZZANO

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CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO A GHIVIZZANO

CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO A GHIVIZZANO

Campanile della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Ghivizzano

Immagine: ALTRA IMMAGINE DEL CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO A GHIVIZZANO

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ALTRA IMMAGINE DEL CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO A GHIVIZZANO

ALTRA IMMAGINE DEL CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO A GHIVIZZANO

Altra immagine del campanile della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Ghivizzano

Immagine: CHIESA DI SANT'ANTONIO A GHIVIZZANO

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CHIESA DI SANT'ANTONIO A GHIVIZZANO

CHIESA DI SANT'ANTONIO A GHIVIZZANO

Chiesa di Sant'Antonio a Ghivizzano

Immagine: CASA NATALE DEL CARDINALE CAMILLI A GHIVIZZANO

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CASA NATALE DEL CARDINALE CAMILLI A GHIVIZZANO

CASA NATALE DEL CARDINALE CAMILLI A GHIVIZZANO

Casa natale del Cardinale Camilli a Ghivizzano

Immagine: ALTRA IMMAGINE DI PIAZZA AL SERGIO E DEL MONTE PISANINO

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ALTRA IMMAGINE DI PIAZZA AL SERGIO E DEL MONTE PISANINO

ALTRA IMMAGINE DI PIAZZA AL SERGIO E DEL MONTE PISANINO

Altra immagine di Piazza al Serchio e del monte Pisanino. Il nome originario di Piazza al Serchio era Pieve di Castelvecchio, solo nel 1863 venne a chiamarsi con il nome attuale. Per la sua posizione geografica ha sempre rivestito una notevole importanza commerciale

Immagine: ALTRA IMMAGINE DI PIAZZA AL SERCHIO E LE ALPI APUANE

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ALTRA IMMAGINE DI PIAZZA AL SERCHIO E LE ALPI APUANE

ALTRA IMMAGINE DI PIAZZA AL SERCHIO E LE ALPI APUANE

Altra immagine di Piazza al Serchio e delle Alpi Apuane. Piazza al Serchio si trova nel punto di confluenza delle strade che collegano la Garfagnana con L'Emilia e la Lunigiana: è caratterizzato da numerose piccole frazioni, quasi tutte racchiuse entro i due rami originali del fiume Serchio: Soraggio e Minucciano

Immagine: CHIESA DI SAN PIETRO A PIAZZA AL SERCHIO

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CHIESA DI SAN PIETRO A PIAZZA AL SERCHIO

CHIESA DI SAN PIETRO A PIAZZA AL SERCHIO

Chiesa di San Pietro a Piazza al Serchio

Immagine: I DOGLIONI DI PIAZZA AL SERCHIO

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I DOGLIONI DI PIAZZA AL SERCHIO

I DOGLIONI DI PIAZZA AL SERCHIO

I Doglioni di Piazza al Serchio

Immagine: PIAZZA AL SERCHIO E IL MONTE PISANINO

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PIAZZA AL SERCHIO E IL MONTE PISANINO

PIAZZA AL SERCHIO E IL MONTE PISANINO

Piazza al Serchio e il monte Pisanino. Il nome Piazza al Serchio deriverebbe da un ampio spazio chiamato appunto Piazza, adibito, nel Medioevo, a mercati periodici che si trovava nella zona dell'attuale Stazione Ferroviaria, successivamente sarebbe stato aggiunto a "Piazza" il nome del fiume

Immagine: PIAZZA AL SERCHIO E LE ALPI APUANE

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PIAZZA AL SERCHIO E LE ALPI APUANE

PIAZZA AL SERCHIO E LE ALPI APUANE

Piazza al Serchio e le Alpi Apuane. Piazza al Serchio si trova nel punto di confluenza delle strade che collegano la Garfagnana con L'Emilia e la Lunigiana: è caratterizzato da numerose piccole frazioni, quasi tutte racchiuse entro i due rami originali del fiume Serchio: Soraggio e Minucciano

Immagine: LA LOCOMOTIVA DI PIAZZA AL SERCHIO

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LA LOCOMOTIVA DI PIAZZA AL SERCHIO

LA LOCOMOTIVA DI PIAZZA AL SERCHIO

La locomotiva di Piazza al Serchio

Immagine: VEDUTA PANORAMICA DELLA CATENA DELLE APUANE: 1' IMMAGINE

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VEDUTA PANORAMICA DELLA CATENA DELLE APUANE: 1' IMMAGINE

VEDUTA PANORAMICA DELLA CATENA DELLE APUANE: 1' IMMAGINE

Veduta panoramica della catena delle Apuane: 1' immagine

Immagine: VEDUTA PANORAMICA DELLA CATENA DELLE APUANE: 2' IMMAGINE

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VEDUTA PANORAMICA DELLA CATENA DELLE APUANE: 2' IMMAGINE

VEDUTA PANORAMICA DELLA CATENA DELLE APUANE: 2' IMMAGINE

Veduta panoramica della catena delle Apuane: 2' immagine